Lucio Foti lascia il Premosello

Si conclude con un paio di mesi d'anticipo l'esperienza di Lucio Foti sulla panchina del Premosello. L'allenatore, in accordo con la società, nella serata di ieri ha comunicato la propria decisione alla squadra, legata a motivazioni squisitamente extra calcistiche come conferma lo stesso Foti: "Ci tengo a dire che non c'è stato nessuno screzio con la società, a cui continuerò comunque a dare una mano e che ha mostrato grande disponibilità verso di me facendomi sapere che le porte saranno sempre aperte. Ho ricevuto un'offerta di lavoro importante che mi porterà per parecchio tempo durante la settimana in Svizzera e non me la sono sentita di continuare per essere un allenatore part-time, magari allenando il martedì per poi essere assente fino alla domenica; non fa parte del mio modo di vedere il calcio: per me il calcio è una vera passione da vivere appieno e non sarebbe stato così nei prossimi mesi, per cui meglio farsi da parte".
Con la squadra ultima in classifica con 12 punti, questa occasione per Foti è anche il momento giusto per fare un punto della situazione in un'annata partita già male, con una rosa costruita per cercare di mantenere la categoria, ma che, per un motivo o per l'altro, non è riuscita ad ottenere fin qui i risultati prefissi in partenza: "Dobbiamo essere obiettivi, probabilmente la dimensione giusta per una squadra di un piccolo paese come Premosello è la Seconda Categoria, ma, analizzando nello specifico la nostra stagione, sicuramente avremmo potuto fare di più. Questa è una squadra che in classifica in questo momento ha messo insieme 12 punti e io sono uno che accetta sempre il risultato del campo, perché con i se e con i ma non si fa la storia. Però tante volte il risultato ci è sfuggito per episodi, non esagero se dico che con un po' di malizia ed esperienza in più avremmo potuto avere in questo momento almeno 10 punti oltre a quelli racimolati. L'orgoglio è quello di essere consapevoli che nessuna squadra, se escludiamo il Fomarco da cui abbiamo perso 5-1 sul nostro terreno, ci ha mai messo sotto, neanche una corazzata come l'Accademia Borgomanero di quest'anno o il Suno dei grandi nomi. Questo è però anche un rammarico che deve far prendere coscienza sia l'allenatore delle proprie colpe, sia tutto l'ambiente che ruota attorno alla squadra. In questa stagione sono successe tante cose, alcune non preventivabili, che ci hanno portato in alcuni frangenti ad essere un po' abbandonati a noi stessi, ma in generale credo che sia stata pagata soprattutto l'inesperienza di un gruppo di giocatori che, per lo più, calcavano per la prima volta i palcoscenici della Prima Categoria".
Questa parentesi con il Premosello non sarà però il canto del cigno di un allenatore comunque giovane come Lucio Foti, 48 anni ancora da compiere, ma solamente alla terza panchina dopo quelle di Vogogna e Inter Farmaci Group: "Il calcio per me è emozione, penso proprio che, se il lavoro me lo consentirà, questo sarà solamente un arrivederci. Mi allontano però da un calcio che non sento più propriamente mio, in cui fare l'allenatore non è semplice per tanti motivi, come ad esempio ciò che è successo in questa stagione con la Federazione, che ci ha costretti a stare fermi in una domenica di bel tempo per poi farci giocare in condizioni proibitive. Ricomincerò dai ragazzini, nell'ambito giovanile, dove conosco persone anche per via della frequentazione di mio figlio che gioca nel settore giovanile con la Juventus Domo; proprio con i granata c'è stato un pour parler in questo senso, mi piacerebbe insegnare ai ragazzini quel poco che so sul calcio sia a livello tecnico che sul piano dei valori sportivi. Io sono una persona che in campo litiga con tutti, perché vive la partita in maniera totale: ma penso che tutto quello che succede all'interno del rettangolo di gioco lì deve restare e questo mi piacerebbe trasmettere ai giovani che si affacciano al mondo del calcio".
