Thefootballrooms, a Novara la nuova frontiera del personal training - I AM CALCIO VCO

Thefootballrooms, a Novara la nuova frontiera del personal training

Il logo di Thefootballrooms
Il logo di Thefootballrooms
NovaraFocus

C'è un modo nuovo di pensare e concepire l'allenamento, quella che propone Thefootballrooms. L'associazione, nata da un'idea di Edwin Licaj Mirko Aina, cerca di seguire una strada diversa rispetto a quella battuta abitualmente, concentrandosi sul singolo atleta piuttosto che sul gruppo e proponendo allenamenti personalizzati che vadano a supportare l'atleta, ancora ragazzo e in fase di sviluppo o già formato in ambito agonistico, laddove la necessità lo richiede puntando l'attenzione su quegli aspetti che spesso, per carenza di tempo e di metodologie, nel lavoro di gruppo vengono sottovalutati o solamente sfiorati.

Un'idea che Licaj sta sviluppando da tempo, da quando pur essendo allenatore in prima persona (fino a poche settimane fa l'ex centrocampista ha guidato dalla panchina l'Olimpia Sant'Agabio in Seconda categoria) non ha perso l'interesse a studiare metodologie professionistiche nella sua proposta di calcio: "Sono due anni e mezzo che è nata in me questa voglia di proporre un tipo di allenamento diverso - racconta Licaj -, da quando sono diventato papà e ho cominciato ad osservare gli allenamenti che venivano proposti a livello di settore giovanile. Troppo spesso ho notato che, fin da piccoli, ai ragazzini venivano messe pressioni che non dovevano esistere, legate al risultato, lasciando da parte tutto quello che riguardava l'insegnamento puro della tecnica e della coordinazione che invece dovrebbero essere le basi di un lavoro pensato su e per il bambino, anche a livello psicologico e comportamentale. Ho studiato molto in questo periodo, seguendo anche tantissimi corsi tenuti da persone che lavoravano a livello professionistico sulle questioni dell'allenamento legato al calcio, e ho cominciato a sperimentare queste tecniche già quando allenavo la prima squadra dell'Olimpia Sant'Agabio, perché fin dall'inizio del mio percorso da allenatore ho sempre cercato di far prevalere la filosofia del lavoro con il pallone secondo la quale più il giocatore si diverte, più apprende velocemente, un concetto non legato all'età".

Da qui il passo per dare i natali a Thefootballrooms, un progetto che era già nel cassetto ma che ha avuto un'accelerata in questo periodo di fermo dovuto al Covid-19, che ha permesso di ripensare in maniera meno astratta ad un nuovo modo di portare una proposta diverso anche nel mondo del calcio dilettantistico: "Era già qualche tempo che parlavo insieme a Mirko, mio compagno di squadra ai tempi della Romentinese, di provare a lanciare questo modo diverso di allenare proponendo a diverse società, che non ci hanno dato ascolto, di fornirci degli spazi per sviluppare l'idea che avevamo in testa anche se, ci tengo a precisarlo, Thefootballrooms è un'associazione che resterà sempre indipendente rispetto a qualsiasi società calcistica proprio perché, per il concetto che cerca di sviluppare, non c'è necessità di legarlo ad un singolo club. Alla fine abbiamo trovato il San Rocco che ci ha concesso l'affitto degli spazi che ci servono, e di questo voglio ringraziare Davide Ferrara che sta credendo in quello che facciamo, dandoci la possibilità di cominciare con tre bambini seguendoli come personal trainer fino a questi giorni, quando stiamo lavorando con una quarantina d'atleti, grandi e piccoli, tra cui nomi importanti del calcio dilettantistico novarese come Ersid Pllumbay, Simone Soncini, Roberto Salzano, Valerio Petrone e tanti altri".

Una crescita graduale ma continua, quella di Thefootballrooms, che è un'associazione con un proprio statuto che sta lavorando anche per creare degli eventi per farsi conoscere sempre di più e che sta perseguendo questa strada proprio per restare una voce indipendente all'interno del panorama calcistico novarese: "Questa cosa all'inizio non è stata capita - prosegue Licaj - anzi siamo stati anche un po' osteggiati da quelle società che vedevano i propri ragazzi venire ad allenarsi in un'ambiente che era legato in qualche modo al San Rocco temendo che la società novarese volesse in qualche modo "portar via loro" questi ragazzi. Ma non è così, noi ci proponiamo di dare delle "ripetizioni" come succede nell'ambiente scolastico, sostenendo l'atleta nelle carenze che riscontra nel lavoro quotidiano con la sua squadra di appartenenza e che in un lavoro di gruppo non riescono ad essere affrontate, proponendo tra le altre cose un prezzo accessibile per tutti".

Uno staff in grande crescita quello di Thefootballrooms, che oltre a Licaj ed Aina conta altri due istruttori, che riescono così a seguire quattro atleti contemporaneamente. La richiesta sta però crescendo ed è probabile che prossimamente saranno coinvolti altri istruttori, potenziando una proposta che in poco tempo sta prendendo sempre più piede come un incendio alimentato dal forte vento: "La nostra forza è quella di proporre allenamenti pensati per l'atleta che abbiamo davanti, analizzando le sue carenze e le sue necessità, per accompagnare la crescita laddove serve. Il lavoro per noi non comincia e termina sul campo ma prosegue in fase d'analisi, vogliamo fare le cose in modo diverso rispetto al panorama calcistico che vige in questo momento, e ci fa piacere che tante società si stiano ora accorgendo della nostra proposta e ci chiamino per portare al loro interno le nostre metodologie che, ci tengo a sottolineare, non sono una nostra invenzione ma sono il frutto del lavoro che viene fatto in diverse Academy in giro per l'Europa e che abbiamo studiato fino a farle nostre".

Il lavoro cominciato con Thefootballrooms sta portando grandissime soddisfazioni a Licaj ed Aina anche se, arrivati a questo punto, non basta più aver impiantato una metodologia che funziona ma ci si sta già ponendo dei nuovi obiettivi: "Vogliamo arrivare ad avere una nostra struttura dove far fiorire un'Academy che lavori seguendo questo metodologie, dando possibilità a tutti quei bambini e a tutti quegli adulti che vogliono integrare il lavoro fatto con le loro società d'appartenenza, senza quella pressione che necessariamente ti dà il lavoro finalizzato ad un risultato sportivo. Ricerchiamo l'aspetto ludico dell'allenamento, soprattutto nell'ottica dei ragazzi, e la soddisfazione maggiore è sentire questi bambini che ti chiedono se il giorno successivo posso tornare ad allenarsi con noi".

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Carmine Calabrese