Frino e lo Stresa si dividono, Biscuola: "Decisione legata al budget" - I AM CALCIO VCO

Frino e lo Stresa si dividono, Biscuola: "Decisione legata al budget"

Il ds stresiano Filippo Biscuola
Il ds stresiano Filippo Biscuola
VcoEccellenza Girone A

Saranno molte le conseguenze negative a cui le società dilettantistiche andranno incontro nel momento di cominciare a riprogrammare il ritorno al calcio giocato dopo questa difficile parentesi dominata da un'emergenza sanitaria senza precedenti, almeno nel nostro paese. Uno degli aspetti più evidenti sarà sicuramente la recessione economiche che toccherà tutti o quasi e che obbligherà le società a rivedere i propri piani, sforbiciando qua e là per ridurre costi e rendere più leggera una gestione che altrimenti diventerebbe insostenibile.

C'è chi ha già cominciato, come lo Stresa, che nell'ottica di una miglior gestione delle risorse interne ha deciso suo malgrado di chiudere il rapporto con il tecnico Roberto Frino, arrivato in corso d'opera in questa stagione per sostituire Talarico e salutato dopo pochi mesi di lavoro. "E' stata una decisione dettata da esigenze legate più alla gestione extra-calcistica che al campo - ammette il direttore sportivo stresiano Filippo Biscuola perché poco si può dire del lavoro operato sul campo da Frino con cui personalmente mi sono trovato molto bene. Abbiamo condiviso in società la necessità di trovare una persona che non abbia bisogno di uno staff per lavorare ma che sia autonoma, anche in previsione dei tagli da operare al budget, e che magari abbia anche qualche conoscenza di giocatori che possa portare in dote e che pur di lavorare con lui accetterebbe dei rimborsi leggermente inferiori. Dovremo lavorare in ottica di scelte che siano in linea con ciò che la società si è prefissata per la prossima stagione".

La prossima stagione sarà molto complicata dal punto di vista economico per il calcio dilettantistico per cui la parola d'ordine sarà contenimento dei costi a tutti i livelli: "In questo momento va accettato un taglio su tutti gli aspetti economici che gravitano attorno ad una società calcistica, anche a noi dirigenti la società ha chiesto un sacrificio in questo senso ed è stato giusto dare un segnale perché tutto andrà rivisto in previsione di tempi incerti. Anche per quanto riguarda la rosa qualche giocatore si dovrà ridimensionare mentre altri sappiamo già che non potremo trattenerlo, i cambiamenti saranno tanti; credo che ci sarà qualche società che avrà meno difficoltà a strutturarsi perché magari lo sponsor principale sarà meno toccato dal calo di entrate a cui dovranno far fronte tutti gli altri alla fine di questo periodo, ma la maggioranza delle squadre saranno costrette a lavorare in maniera diversa rispetto al passato, ridimensionando i propri budget per provare a valorizzare magari qualche ragazzo del territorio o promuovendo giocatori che fino ad ora avevano giocato in categorie più basse o nel proprio settore giovanile; un calcio insomma come si faceva una volta, che volgarmente potremmo definire "a pane e salame", più semplice e più concreto. Sarà importante che le società lavorino insieme soprattutto sui giovani, trattando non su costi al rialzo ma su valutazioni fatte per valorizzare prima di tutto i ragazzi, questa è la speranza più grande. Tenendo presente e ben chiaro che i budget saranno ulteriormente abbassati dalle restrizioni a cui saremo costretti dai protocolli di sicurezza".

Nell'ottica di un corposo contenimento dei costi nelle scorse settimane è stato forte il tam-tam che avrebbe voluto una fusione, complicata fin dall'inizio, tra lo stesso Stresa e il Città di Baveno con l'intento di costruire un polo fortemente ricettivo per la sponda borromaica del lago Maggiore. Progetto momentaneamente accantonato ma che aveva proprio in Biscuola uno dei più ferventi simpatizzanti: "I contatti tra presidenti ci sono stati, inutile negarlo, ma credo che ci sia ancora troppo campanilismo in questo momento per pensare ad una soluzione del genere che secondo me avrebbe potuto far nascere una società che fosse in qualche modo "padrona" di questa zona di lago, sia a livello di prima squadra che dal punto di vista giovanile. Il problema della rivalità si è rivelato però insormontabile, ci sono da entrambe le parti dirigenti di una certa età che non vedevano di buon occhio questa soluzione, o almeno questa è l'opinione che mi sono fatto; certamente il mio presidente era ben predisposto per seguire questa strada, forse dall'altra parte qualcuno si è mostrato prima favorevole ma poi si è tirato indietro volendo far passare noi per quelli che non ci stavano più ma ormai per il momento la situazione è tramontata. E' un peccato ma vedremo, magari in futuro passi in questo senso potranno essere fatti e mettere insieme tante teste non sarà più così difficile".

In chiusura una chiosa con il direttore sportivo borromaico viene fatta anche sulla stagione ormai chiusa, che per lo Stresa non ha cercato riservato le soddisfazioni che magari la società si attendeva ad inizio stagione. Per Biscuola errori ne sono stati fatti, a tutti i livelli: "Dopo una retrocessione come la nostra dalla Serie D che ci ha riportato in una categoria dove avevamo lasciato un buon ricordo, la volontà era quella di partire subito bene e voler far bene subito purtroppo porta con sé delle tensioni e delle pressioni a cui un gruppo nuovo che ancora fatica a mettersi insieme non riesce a far fronte; mettiamoci un tecnico anche lui nuovo per la categoria, che aveva bisogno di tempo e che ha rallentato ulteriormente la crescita ed ecco che le difficoltà aumentano. Certamente come società ci aspettavamo qualcosa di più anche da qualche giocatore, soprattutto tra quelli che venivano da fuori per cui ecco che ben venga questo momento che ci permetterà di scegliere giocatori più vicini al nostro territorio, ma è stato tutto l'insieme a non girare fin da subito e quando poi sei costretto a rincorrere anche le ambizioni diventano deleterie. Con il cambio di tecnico e gli innesti di dicembre, che ci hanno portato qualcosa di più, non è comunque cambiata la nostra media punti e questo vuol dire che il problema non stava in chi la guidava sul campo ma nella costruzione e nella vita interna del gruppo. In più ribadisco che il campionato di Eccellenza quest'anno aveva un livello molto alto, siamo partiti per stare tra le prime cinque ma ci siamo accorti presto che davanti ci trovavamo squadre che hanno investito e costruito bene, lavorando meglio di noi in fase di scelta e di gestione, e da una parte egoisticamente sono contento che il campionato sia finito anzitempo perché avevo un po' di paura che le cose potessero precipitare ulteriormente, condividendo questa situazione con altri come l'Accademia Borgomanero che come noi era attrezzata per fare meglio di come alla fine è andata ma che ha incontrato un po' i nostri stessi problemi".

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Carmine Calabrese

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