Partita della carriera, Galli: "Il mio ricordo è legato al Cameri" - I AM CALCIO VCO

Partita della carriera, Galli: "Il mio ricordo è legato al Cameri"

NovaraSeconda Categoria Girone B

Non importa il ruolo quando di mezzo ci sono le emozioni. Il calcio è uno sport di squadra, in cui vince chi segna ma solamente se dietro c'è qualcuno capace di non far segnare gli avversari. E dal punto di vista del risultato una parata decisiva conta quanto un gol, anzi forse di più perché il portiere è "solo" nella responsabilità di tenere inviolata la propria porta, ultimo baluardo di una squadra propensa a cercare in ogni modo la via del successo. 

Alessio Galli, portiere attualmente in forza alla Pernatese, è degno rappresentante di una categoria che è forse giusto definire a sé all'interno di uno sport in cui molto spesso si trepida quasi solamente per un gol a favore. Una categoria che vive le stesse emozioni di tutti gli altri protagonisti sul campo e che a sua volta archivia nella propria memoria i personali momenti da non dimenticare: "Ho vissuto tanti momenti felici da quando gioco a calcio - racconta Galli - ma forse quello che mi viene in mente prima di tutte è la finale playoff di Seconda categoria Gravellona San Pietro-Cameri, quando abbiamo conquistato la promozione in Prima dopo un percorso completato partendo sempre da sfavoriti, stagione 2016-17. Per me è stata una partita indimenticabile, senza falsa modestia credo di aver piazzato almeno tre parate sullo 0-0 che ci hanno permesso poi di andare a vincere agli sgoccioli; posso dire che è stata la mia gara più bella degli ultimi anni anche perché quell'anno partii ad handicap, non giocando quasi mai per i problemi al ginocchio e rientrando in campo per le ultime quattro partite, di cui tre di playoff".

Una stagione particolare per tutto il Cameri, che veniva da una retrocessione cocente e che anche per questo voleva chiudere un cerchio cercando un ritorno in Prima categoria che ad un certo punto sembrava trasformarsi in una chimera. "Effettivamente è stata una stagione tormentata, a livello personale ma anche di squadra. Venivamo da una retrocessione ai playout maturata a Sizzano e, parlando con la società, il gruppo dei "vecchi" si era imposto l'obiettivo di risanare subito quest'onta provando a riportare la società in Prima. Rimanemmo praticamente tutti, io, Diego Anversa che è ora il mio allenatore a Pernate, Re, Tessaro, Loiacono, Despirito, Colombo; in panchina Simone Squeo, obiettivo minimo i playoff. D'estate però mi sono fatto male, un problema di cartilagine al ginocchio non mi ha consentito neanche di iniziare la preparazione e dopo mesi di terapie a gennaio decisero di operarmi; avrebbe significato saltare tutto l'anno ed ero ormai rassegnato, senonché poi l'operazione saltò e tramite un percorso di mantenimento sono riuscito a tornare ad allenarmi a marzo, in tempo per prendere parte al finale di stagione. Ho faticato molto perché non c'era molto tempo per rientrare in forma ma nelle ultime due giornate mister Squeo ha ritenuto di ributtarmi nella mischia e sono stato felice di aver dato il mio contributo; arrivammo quarti in campionato, quindi giocammo praticamente tutte le partite fuori casa".

Un percorso emozionante quello vissuto da quel Cameri, condotto sul filo del rasoio di una più che probabile eliminazione anche perché si sarebbero dovute vincere tutte le partite di quel percorso per accarezzare la Prima categoria: "La prima sfida fu con la Juvenzo, una gara tiratissima che sembrava estrometterci fin da subito ma che siamo riusciti a ribaltare al 118', alla fine dei tempi supplementari, dopo che la gara finì 2-2 sul campo; poi incontrammo il Borgolavezzaro che era l'ovvio favorito, essendo arrivato secondo in campionato ed avendo saltato la prima partita di playoff. Vincemmo 1-0 ma non ricordo una gara particolarmente ostica, ci furono poche conclusioni in porta e noi fummo bravi a ribaltare il pronostico contro una squadra che era praticamente sicura di passare il turno e che forse anche per questo ha affrontato la partita non con la giusta determinazione. Superando il Borgolavezzaro conquistammo la vittoria nei playoff del girone B ma c'era ancora la finale, che sarebbe stata contro il San Pietro Gravellona che, essendo arrivato terzo nel girone A, avrebbe potuto giocare nel proprio impianto: è stata una gara epica, una grandissima soddisfazione personale, ancora vado a rivedermi le immagini della partita. A fine gara ricordo che misi anche un post su Facebook che racchiudeva tutti i miei pensieri, l'orgoglio per aver mantenuto fede alla parola data alla società all'inizio della stagione, tutti gli sforzi fatti per tornare in campo al più presto: il calcio regala emozioni indescrivibili, quell'anno pur di stare accanto alla squadra ho fatto anche da dirigente e vincere in quel modo e da protagonista è stata la ciliegina sulla torta che vale una carriera".

Una vittoria che trova la propria genesi nel gruppo che componeva il Cameri in quella stagione e che negli anni ha continuato a giocare assieme, anche indossando casacche diverse: "Tra i protagonisti di quella squadra si è creato un rapporto che va oltre il calcio - conferma Galli -, un'amicizia cementata dalla stima che si sente anche fuori dal campo e che negli anni ci ha consentito di vivere anche l'avventura calcistica assieme. Tanti parlano di gruppo perché il gruppo in uno sport di squadra ti porta a conseguire certi risultati e ad andare oltre anche ai limiti dei singoli. Ho vissuto la stessa cosa a Pernate nella scorsa stagione, quando Diego (Anversa, n.d.r.) ha smesso per diventare l'allenatore della squadra: durante il campionato abbiamo vissuto dei momenti negativi che ci hanno consentito di arrivare per il rotto della cuffia ma proprio il legame forte ci ha permesso di andare avanti superando i bassi per poter festeggiare alla fine un'altra sofferta promozione".

La Pernatese di Galli quest'anno è in Seconda categoria, un campionato che la compagine novarese avrebbe voluto aggredire ma che ha fin qui regalato alla squadra di Anversa momenti agrodolci che relegano i novaresi al di fuori della zona playoff. Un campionato però che si è dovuto fermare per l'emergenza sanitaria che ha imperversato negli ultimi mesi e sulla quale Galli vuole dire la sua: "Si fa fatica in questo momento a stare lontani dal campo anche se è necessario. Ma se a me chiedono se voglio o meno terminare la stagione, ovviamente desidererei tornare in campo anche se questo vorrebbe dire andare ben oltre le date consolidate per i finali programmati dell'annata calcistica; credo che se ci verrà chiesto questo è perché saremmo usciti da questa brutta situazione e saremmo tornati alla normalità. Ritengo che chiunque ami il calcio non avrebbe problemi a sforare oltre il 30 di giugno, anche perché solitamente i dilettanti durante l'estate si cimentano nei vari tornei che quest'anno potrebbero essere rappresentati dal finale di campionato; il calcio ci manca non solamente come sport ma anche come veicolo di aggregazione che nelle nostre categorie rappresenta una motivazione fortissima e che ci è stata praticamente tolta da un giorno all'altro, speriamo di poter tornare presto a condividere le emozioni del campo".

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Carmine Calabrese

Seconda Categoria Girone B

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Galli, protagonista al Boroli
Galli, protagonista al Boroli