Federico Santini: "Agostini e l'amore per la maglia il nostro segreto" - I AM CALCIO VCO

Federico Santini: "Agostini e l'amore per la maglia il nostro segreto"

Santini ritira il Bomber del Mese
Santini ritira il Bomber del Mese
NovaraFocus

Federico Santini è la guida del Gravellona San Pietro, un giocatore esperto che con le sue reti sta trascinando la squadra ai vertici del girone A di Seconda, in piena bagarre per il salto di categoria. Si è aggiudicato il "Bomber del Mese Gallè" di novembre, e proprio presso il nostro sponsor a Galliate lo abbiamo intervistato sottoponendolo al nostro "fuoco di domande":

- Federico, è il tuo primo trofeo nonché il primo per la tua società, il Gravellona San Pietro. Hai messo in fila tutti quanti, compresi i bomber più affermati. Quali sono al momento le tue sensazioni?

"Sensazioni positive e bellissime perché non mi aspettavo di poter vincere. Ho appena compiuto 38 anni e alla mia età questo premio è una grande soddisfazione".

- Il tuo Gravellona è secondo, inseguite un'avversaria forte come la Varzese ma più in generale siete in tre là in alto a stare sopra l'importante media dei due punti per gara. Che girone di ritorno ti aspetti e chi potrebbe prevalere?

"E' una bella lotta perché nessuno molla. Sia noi che Varzese e Veruno abbiamo squadre molto giovani e bisognerà vedere chi riuscirà a tenere di più a livello fisico e a non avere problemi perché in Seconda categoria le squadre che lottano per vincere non hanno una panchina molto lunga. Incrociamo le dita e speriamo di arrivare a fine stagione con meno problemi possibili".

- State andando forte ma paradossalmente avete perso più punti in casa (11 su 18 lo score arancionero) di quanti ne abbiate persi in trasferta (19 su 21). Secondo te è un caso o ci sono ragioni tattiche, di approccio o magari per il tipo di avversari incrociati?

"Secondo me il principale fattore è che nelle nostre gare interne ha sempre piovuto tanto. Il nostro campo era bellissimo ma non si può dire lo stesso oggi. Purtroppo è un terreno che non drena e abbiamo giocato in casa partite che non dovevano nemmeno cominciare. Gravellona-Varzese ad esempio è stata giocata su un campo sul quale la palla non rimbalzava e affondava nel terreno. Abbiamo perso in questo modo uno scontro diretto ed è un peccato, certe partite così belle meriterebbero di essere giocate su un bel campo, con la palla che scorre e le due squadre che fanno vedere il proprio gioco sul campo. Altri fattori? Non credo, anche perché noi giochiamo allo stesso modo le partite in casa ed in trasferta".

- Quali sono le tue doti migliori e quali sono le capacità che avresti voluto avere e che non sono nel tuo bagaglio?

"Sicuramente una mia lacuna è il piede destro, mi hanno sempre detto che lo uso troppo poco. Mi sarebbe piaciuto essere un po' più alto per fare qualche gol in più di testa. Il mio punto forte sono le punizioni, mi è stato detto spesso che ho un buon sinistro, i piazzati sono la mia arma in più".

- Hai giocato tanti anni a centrocampo, quindi credo si possa dire che hai anche una buona visione di gioco dalla tua. Sei sempre stato il perno del gioco delle tue squadre.

"Sì, a parte quest'anno che mister Agostini ci ha azzeccato volendo farmi correre meno avvicinandomi alla porta e siamo contenti di questo, sta andando bene. Io comunque sono sempre stato molto duttile e dove mi dicevano di giocare ho sempre giocato e anche quella è stata una fortuna. A 38 anni posso dire di aver giocato quasi in tutti i ruoli".

- Nel Gravellona di quest'anno avete un gruppo quasi del tutto nuovo. Tanti giocatori di esperienza della scorsa stagione non ci sono più, sono stati tirati su dalla primavera tanti ragazzi con un mister che alla sua prima esperienza in prima squadra sta facendo benissimo. Qual è il vostro segreto di questi primi mesi?

"La società non ci ha imposto di vincere il campionato. Ci ha detto di divertirci e di vedere fino a che punto eravamo in grado di arrivare. Poi mister Agostini ha continuato il suo ciclo con tanti di questi ragazzi che si porta dietro da due anni di juniores. Li conosce molto bene e questo è un grande vantaggio, così come conosce i giocatori che sono rimasti, giocatori con cui ha anche giocato. Poi è stato giocatore, quindi sa cosa pensa chi va in campo. Molti dei meriti di questa prima parte di stagione sono suoi, diciamo un 70/80% è farina del suo sacco. Noi poi lo seguiamo molto".

- Gravellona è una piazza che ha tanta storia, tu fra l'altro ne hai fatto parte quando "il Gravellona era il Gravellona". E' un peso maggiore giocare in un posto che ha fame di calcio, in uno stadio come il "Boroli" che tante società di Promozione non hanno o è un qualcosa che magari può favorire chi indossa questi colori?

"La maggior parte dei nostri ragazzi è di Gravellona, quindi si può dire che giocano per la maglia. Hanno anche diversi amici che li seguono quindi secondo me è più uno stimolo che altro. Credo che anche questo sia parte dei motivi che ci stanno facendo fare bene. Loro ci tengono molto, Calderoni che indossa la fascia di capitano quest'anno è di Gravellona ed è cresciuto nel Gravellona. Incarna proprio lo spirito che ha la società e questo sicuramente incide sulle prestazioni".

- Hai da pochissimo festeggiato i tuoi 38 anni, un bel modo di farlo regalandosi il "Bomber del Mese"...

"Come ti dicevo prima è un premio inaspettato ma che sono contento di "essermi fatto" anche se buon parte del merito è dei miei compagni che mi hanno permesso di segnare così tanto. E' quindi giusto dedicarlo a loro, al mister e alla società. E' decisamente un bel regalo di compleanno per me!".

- Pensi di continuare a fine stagione? Quali sono le annate che ricordi con più piacere della tua carriera?

"Non penso di continuare. Intanto spero che il girone di ritorno vada bene come quello di andata, sarebbe sicuramente un bel modo per chiudere in bellezza. Poi vediamo, tireremo le somme a fine stagione e vedremo con gli acciacchi che mi sarò portato dietro come valutare la situazione. Per la seconda parte della domanda sicuramente l'anno della vittoria del campionato di Prima col Fomarco è quello in cui mi sono tolto la soddisfazione più grande. Poi ricordo la stagione di Feriolo, anche se a livello di squadra non è andata benissimo ho stabilito il mio primato con 17 gol segnati, anche se poi il tornaconto personale l'ho sempre guardato pochissimo in carriera, ho sempre messo davanti le esigenze di squadra. Mi diverto quando sto bene in un gruppo, quando si vince tutti insieme. Ho girato tante piazze e ho nel cuore soprattutto Fomarco e Feriolo, ma devo dire che non mi sono mai lasciato male con nessuno".

- Non sei lontano dal tuo record. Puoi giocare per il titolo di capocannoniere...

"A questo punto speriamo di superarlo. Titolo di capocannoniere? Ci sono ragazzi più giovani e più abituati a segnare del sottoscritto e ripeto, queste sono cose cui io non bado molto. Sono quasi più contento quando permetto ad un compagno di fare gol e nella mia carriera sono stato più portato a fare questo che a segnare numeri elevati di reti"

- Tornando al Feriolo, quest'estate sei stato vicino al ritorno, vero?

"Feriolo è la squadra del mio paese, conosco bene i dirigenti e sono loro amico. C'è stata una battuta durante una festa ma credo niente di serio né da parte loro né da parte mia, perché avevo già dato la mia parola ad Agostini. Anzi, io volevo proprio smettere dopo due/tre anni non andati benissimo e nei quali non mi divertivo più, ma Agostini ha insistito e io non sono capace di dirgli di no. Per fortuna, visto cosa abbiamo ottenuto fino ad oggi".

 

Stefano Calabrese

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