Virtus Villa, si valuta il ricorso contro la squalifica di Moggio - I AM CALCIO VCO

Virtus Villa, si valuta il ricorso contro la squalifica di Moggio

La rosa stagionale del Virtus Villa
La rosa stagionale del Virtus Villa
VcoPrima Categoria Girone A

C'era molta attesa non solamente da parte delle squadre coinvolte ma, in un certo qual modo, da tutto il resto del mondo calcistico dilettantistico provinciale circa quelle che sarebbe state le decisioni del Giudice Sportivo riguarda la rissa avvenuta al termine della sfida tra Oleggio Castello Virtus Villadossola. In molti si attendevano, anzi quasi auspicavano, punizioni esemplari verso i giocatori resisi protagonisti di quella che rimarrà una delle più brutte pagine delle ultime stagioni, acuita dal fatto che la presenza delle immagini hanno evidenziato ogni cosa dando la ribalta nazionale ad un piccolo campo della provincia novarese: c'era chi parlava di gara persa per entrambe le squadre, chi immaginava squalifiche a tappeto su molti giocatori di entrambe le rose, chi addirittura arrivava ad ipotizzare in un delirio di giustizialismo la radiazione di ambedue le società...

In realtà la decisione del Giudice Sportivo, che non ha potuto prendere in considerazione le immagini come prova di quanto successo ma si è dovuta basare unicamente sul referto del direttore di gara, è stata alquanto pilatesca, infliggendo un'ammenda pecuniaria di media entità alle due società e provvedendo a squalificare fino a fine 2019 (tre mesi circa) solamente due giocatori, uno per squadra, Lorenzo Dolcemascolo Mattia Moggio, individuando in queste due figure le scintille per tutto ciò che è avvenuto in seguito.

A tal riguardo la reazione delle due società è stata mossa da considerazioni diverse: da una parte l'Oleggio Castello che, stante le immagini che sono girate in ogni dove, ha deciso di lasciar cadere ogni velleità di ricorso accettando, di fatto, la decisione del Giudice Sportivo che priverà la formazione di Sorrenti di uno dei cardini del suo attacco. Dall'altra la formazione ossolana, che considera la squalifica inflitta a Moggio (di fatto non presente nella rissa post gara anche se, a detta di molti testimoni oculari, la tensione sarebbe nata tra un contatto tra lo stesso giocatore e un avversario, Passarella, che per alcuni è stato fortuito mentre per altri è stato cercato) una vera ingiustizia che priverebbe la formazione di Massoni del miglior realizzatore di quest'avvio di campionato.

Da qui nascono le valutazioni che, nell'ambiente ossolano, potrebbero portare alla decisione di intervenire in qualche misura per far sentire la propria voce: "Abbiamo chiesto l'opinione di un avvocato sportivo - confessa il tecnico Massoni - e stiamo facendo tutte le valutazioni del caso circa la presentazione di un ricorso che dovrà eventualmente essere inoltrato entro martedì. In questo week end decideremo che strada prendere, se ricorso sarà lo struttureremo prendendo in considerazione il comportamento immacolato di Moggio nelle stagioni precedenti per puntare ad una riduzione perché chiaramente non possiamo semplicemente dire che l'arbitro ha visto male, come effettivamente è stato. Voglio chiaramente dire tuttavia che un eventuale ricorso non sarebbe presentato per sfuggire alle nostre responsabilità ma sarà presentato unicamente per tutelare un ragazzo che in quello che è successo nella rissa finale a nostro modo di vedere non c'entra davvero nulla".

Al di là di quello che sarà il normale corso che verrà intrapresa dalla giustizia sportiva in merito alle decisioni che verranno prese dalla società ossolana, il Virtus Villadossola prenderà anche dei provvedimenti interni alla propria squadra proprio per allontanare da sé la sensazione di voler nascondere la polvere sotto il tappeto: "All'interno del nostro spogliatoio c'è un codice - conferma Massoni - e verranno prese delle nostre sanzioni disciplinari che verranno decise nel chiuso delle nostre mura, com'è giusto che sia. Voglio sottolineare però che questo è indipendente dal clamore generato dalle immagini, anche se il video non fosse stato pubblicato questi provvedimenti sarebbero stati presi comunque: il fatto che quanto successo sia stato visto da 20mila persone piuttosto che dalle solite cinquanta non cambia il nostro modo di amministrare la giustizia interna".

Carmine Calabrese

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