L'ultima volta di Alex Battro: "Felice del mio percorso nel calcio"

Tutti insieme per il saluto ad Alex
Tutti insieme per il saluto ad Alex

Nella vita si dice che tutto abbia una fine. E spesso questa fine coincide con un nuovo inizio. Quale sarà il nuovo inizio di Alex Battro ancora non lo sappiamo e, probabilmente non lo sa nemmeno lui. Quello che sicuramente sappiamo è che la fine della vita agonistica del 44enne attaccante villese è stata come l’avrebbe desiderata e di questo deve ringraziare la compagna Giada ed i tanti amici accorsi sabato 29 Giugno nell’area sportiva di Vogogna per quello che è stato il "Battro day".

Amici che ne hanno accompagnato i quasi quaranta anni di campi come nell’ultima occasione: con il sorriso e la voglia di rincorrere un pallone. Questa volta il risultato però non contava. Contava omaggiare un amico che per tanti anni ha “bucato “ le reti dei terreni di gioco locali. Dalla Terza categoria all’Eccellenza sono state 378 le volte che Battro ha dato un dispiacere al portiere di turno, attraverso varie maglie a cominciare da quella della Virtus Villa, squadra in cui è nato e ha debuttato, giovanissimo, segnando subito. Da predestinato. “Ricordo che giocavamo con l’Arona, scontro salvezza, e Giovanni Reali mi buttò nella mischia più che altro per disperazione, giovane della juniores. Si perdeva uno a zero e dopo una manciata di secondi segnai su azione d’angolo. I gol li ricordo tutti con affetto ma forse quella è la rete che ricordo con più emozione”.

Dalla Terza categoria con il Fomarco all’Eccellenza con il Gravellona, passando per Varzo, Pieve Vergonte, Premosello, Piedimulera, Domodossola; ovunque è andato Alex Battro ha lasciato il segno e non solo in campo: “La soddisfazione più bella è il rispetto che mi sono guadagnato in questi anni. Il calcio è soprattutto un gioco e io giocavo per vincere con la cattiveria agonistica necessaria. Però a fine partita ho sempre salutato e rispettato giocatori e dirigenti avversari e devo dire che questa cosa mi viene riconosciuta spesso. Ne sono felice perché fa parte del mio essere”. Tra le tante persone che ne hanno seguita l’ascesa forse uno merita una citazione particolare ed è Beppe D’Amelio, per anni dirigente a Villadossola e “chioccia” del piccolo bomber. “Mi è sempre stato vicino e così ha fatto anche in quest'ultima occasione. È una persona speciale a cui sono molto legato”.

Da sempre impegnato nella carrozzeria di famiglia, ha avuto occasioni in cui ha ricevuto sirene da categorie importanti (il Verbania lo ha cercato con insistenza, n.d.r) ma pur dovendo dare la precedenza al lavoro non recrimina per ciò che poteva essere e non è stato. “E' vero che potevo fare qualcosa in più, o meglio accettare di confrontarmi con realtà importanti ma non ho niente di cui recriminare. Alzandosi il livello può essere che non mi sarei tolto tutte le soddisfazioni che mi sono capitate, finendo per essere uno dei tanti bravi attaccanti in circolazione. E magari avrei perso quella passione e gioia di rincorrere un pallone che mi hanno sempre contraddistinto. Sono felice della carriera che ho fatto e dei risultati ottenuti insieme a tanti bravi compagni ed allenatori che ho avuto con me. Da tutti, chi più chi meno, ho ricevuto qualcosa di importante”.

Intanto che deciderà cosa fare “da grande” ci penserà il piccolo erede, chiamato Francesco come il suo idolo calcistico Totti, a farlo correre. La giornata di sabato, in cui ha ricevuto anche una targa dalla società vogognese, è servita anche a fare del bene, raccogliendo del denaro che Alex e Giada hanno deciso di devolvere all’Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici. Finale diverso non poteva esserci.

Fabrizio Francina