La smentita di Nino: "Mai in dubbio il rapporto con Chiaravallotti"

Nino torna a Domodossola
Nino torna a Domodossola

Michael Nino ha scelto il cuore scegliendo la Juventus Domo. La volontà di tornare a rindossare i colori granata ossolani è stata troppo forte per il difensore che ha deciso di lasciare il Vogogna al termine di due stagioni dove, con la casacca verde addosso, è stato fatto il massimo portando la compagine ossolana prima in Promozione e poi alla salvezza contro ogni pronostico. Nei giorni scorsi però sono circolate voci insistenti dall'ambiente del Vogogna, voci che asserivano come ci fosse un cattivo rapporto tra il difensore e il tecnico Chiaravallotti alla base della decisione di Nino di cambiare aria. Voci che il giocatore ci tiene a smentire con forza: "Prima di tutto non vorrei fare nessuna polemica, perché con il Vogogna mi sono lasciato benissimo dopo due anni stupendi in cui siamo riusciti a portare la squadra in Promozione e poi a salvarci nella nuova categoria nonostante mille difficoltà, raggiungendo gli obiettivi che ci siamo prefissati. Non è vero però che ho scelto di andare via da Vogogna perché sarebbe dovuto rimanere Chiaravallotti, la mia decisione di non restare a Vogogna per cercare nuovi stimoli altrove era già maturata nel corso di questa stagione e non è legata a nessun altro avvenimento. Chi conosce sia me che Roberto sa che il nostro rapporto è buonissimo e che nel corso di queste stagioni non abbiamo mai avuto problemi".

Una decisione, quella di lasciare Vogogna, che non è maturata neanche in seguito all'offerta giunta dalla Juventus Domo che, temporalmente, è arrivata successivamente: "E' stata una decisione a prescindere, avevo bisogno di nuovi stimoli in un ambiente diverso che magari potesse lottare anche per qualcosa di importante. Non sapevo che sarebbe arrivata nei giorni seguenti la proposta della Juventus Domo ma tutti sapevano che mi sarebbe piaciuto tornare lì e infatti, quando la società mi ha chiamato, la trattativa è durata un minuto e mezzo perché la volontà era quella di tornare a giocare al "Curotti". Quando Chiaravallotti ha deciso di lasciare Vogogna, a quel punto mi è stata offerta la possibilità di tornare indietro per fare l'allenatore-giocatore a Vogogna ma io ormai mi ero già accordato con il Domo e per me la questione era chiusa".

Quello di Nino alla Juventus Domo è un ritorno fortemente voluto dalle parti, sia dalla società che sta cercando di costruire una squadra che possa competere ad alti livelli nel prossimo difficile campionato di Promozione, sia dal giocatore che in granata si sente a casa propria. "Io ho vissuto otto anni in prima squadra alla Juventus Domo e mi sento molto legato alla squadra, alla società. Anche quando sono stato altrove, a fine gara il primo risultato di cui mi informavo era sempre quello della Juve Domo, per me il Domo è il Domo. Sono stato al Fomarco, a Piedimulera, al Vogogna, squadre per cui ho sempre dato tutto, ma nessuna per me è mai stata come la Juve Domo. Sono felicissimo di portare tornare a giocare a Domodossola, per me è sempre stato un campo particolare e non vedo l'ora di tornare a calpestarlo con la maglia di casa: sarà un campionato tosto, com'è giusto che sia quella di Domodossola è una piazza esigente perché insieme a Verbania ed Omegna è una delle tre piazze più importanti del Vco. A Domo deve giocare chi ha voglia di giocare nel Domo: se non hai voglia di giocare nella Juve Domo non devi permetterti di indossare quella maglia lì, secondo me, perché è una maglia importante e guardando la storia la Promozione va strettissima ad una società così. Quest'anno però ci saranno tante squadre competitive, il livello si alzerà per tutti anche perché ci sarà un fuori quota in meno da schierare e quindi maggiore esperienza in campo".

Obiettivi? Forse in questo momento è presto per definirne di certi anche perché bisognerà capire in quali condizioni di rosa di arriverà all'inizio del campionato. A Domo è stato già accolto anche il ritorno di Demetrio Lipari, un giocatore sicuramente importante per la categoria, ma la squadra di Morellini di fatto è ancora in costruzione: "Sinceramente non ci è stato dato un obiettivo fisso - conclude Nino - se non quello di dare il massimo per cercare di fare bene. Deve tornare l'entusiasmo in una piazza come Domodossola, lo stesso che forse negli ultimi anni si è un po' perso. Strada facendo probabilmente verranno definiti dei gradini da raggiungere ma al momento la società non ci sta facendo pressioni: sarà una Juve Domo abbastanza nuova, Morellini è alla prima vera panchina dopo tanto settore giovanile fatto benissimo e anche per lui ci sarà grande voglia di cominciare, sarà carico a mille perché è una grande occasione".

Carmine Calabrese

Leggi altre notizie:VOGOGNA JUVENTUS DOMO