Anversa parla da vincitore: "Qui anche il prossimo anno"

Anversa, buona la prima
Anversa, buona la prima

E' il volto della soddisfazione Diego Anversa, al termine del playoff che promuove la sua Pernatese in Seconda categoria a conclusione di un'annata intrisa di difficoltà in cui la squadra, partita con grandi ambizioni, ha rischiato anche di mancare l'obiettivo minimo della post season. Vincere non è mai semplice alla stagione d'esordio in panchina e con le tante pressioni accumulate dall'ambiente pernatese in quest'annata che voleva i novaresi in pole position per giocarsi la promozione diretta, tanto che Anversa pare inserirsi nel novero dei "predestinati": "Nel girone di ritorno abbiamo vissuto dei momenti molto negativi e quasi abbiamo rischiato di perdere il treno dei playoff, ma io conoscevo la forza dei ragazzi anche perché la squadra l'abbiamo fatta a due mani con il direttore sportivo ed ero sicuro che saremmo arrivati a giocarci questi playoff per vincerli. Devo ringraziare tutti i giocatori perché fino a giovedì nessuno ha mollato, siamo stati sul campo a correre anche quando gli altri erano già in vacanza e nonostante tutto non è mai mancato l'impegno e il sacrificio. Un ringraziamento speciale però va a Tessaro e Loiacono, che hanno rinunciato ad andare in ferie con la famiglia ieri spostando la partenza a lunedì per esserci in questa gara così importante: questo dimostra l'attaccamento dei giocatori ai nostri colori, al nostro gruppo".

I ringraziamenti di Anversa sono un po' per tutti e non solo per i giocatori: "Siamo stati un gruppo unito in ogni frangente, devo ringraziare il presidente Carlucci che ci ha sempre seguito e non ci ha fatto mai mancare nulla, il direttore sportivo Bernardini che ha sempre difeso la squadra credendoci forse anche più di noi, la nostra team manager Silvana e con lei Massara... Per me è una gioia immensa vincere al primo anno da allenatore, ancora più bella di quando vinsi due anni fa con il Cameri a Gravellona Toce da giocatore".

Eppure non è stato tutto rose e fiori per una Pernatese che, ad un certo punto della stagione, sembrava aver pagato in maniera definitiva il peso di un pronostico che in estate la metteva davanti a tutti in griglia di partenza, pronostico che si è poi scontrato con la realtà di un campionato in cui sono state tante le protagoniste sul campo. Un'inerzia non facile da cambiare ma che Anversa ha saputo ribaltare a proprio favore: "Ricordo che un martedì ci siamo chiusi all'interno dello spogliatoio - racconta l'allenatore - e ci siamo guardati in faccia dicendoci che noi non eravamo quelli che stavamo perdendo tutto. Sapevamo di essere forti, l'avevamo dimostrato nel girone d'andata: ci siamo rimessi sotto con la testa, abbiamo fatto allenamenti un po' più lunghi e intensi e ne siamo venuti fuori; questo lavoro si è visto anche in questi playoff, dove fisicamente stavamo meglio delle squadre che abbiamo affrontato. Abbiamo giocatori d'esperienza che hanno preso per mano la squadra, mettendo a disposizione di tutti il proprio vissuto nel calcio, e ci meritiamo di andare a festeggiare questa vittoria".

Se l'esordio è stato praticamente perfetto, ora c'è da pensare anche alla prossima stagione che vedrà la Pernatese in Seconda categoria. Ancora con Anversa in panchina? "C'era un accordo con il presidente e il direttore sportivo, comunque fossero andati questi playoff sarei stato l'allenatore della Pernatese anche nella prossima stagione. Se dovessi decidere io non ci sarebbero dubbi ma mi aspetto di essere qui anche il prossimo anno: ora ci godiamo questa giornata e poi ci siederemo a tavolino per organizzare la squadra per il prossimo campionato di Seconda, con qualche innesto soprattutto di qualche giovane. E poi speriamo che esca finalmente questo corso di allenatore perché anch'io voglio farlo per continuare ad allenare e a divertirmi sul campo".

Carmine Calabrese

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