L'approfondimento: il Verbania campione d'Eccellenza

Un sogno diventato realtà. Dopo una cavalcata entusiasmante il Verbania torna in Serie D e lo fa con merito al termine di un campionato letteralmente dominato; a riguardo i numeri parlano chiaro, i biancocerchiati sono stati sia la miglior difesa del torneo con sole 16 reti subite sia il miglior attacco della competizione a pari merito con il PDHA, per entrambe 56 gol realizzati.

Sono stati 71 i punti conquistati in 30 partite di campionato frutto di 22 vittorie 5 pareggi e 3 sconfitte ed una media punti complessiva impressionante 2,36 a partita. L’ultima sconfitta verbanese risale alla settima giornata d’andata, un 3-1 subito in casa dell’Accademia Borgomanero: da allora la svolta della stagione e il Verbania non ha più perso nelle successive 23 gare dove ha collezionato 18 vittorie e 5 pareggi.

Ai nastri di partenza del campionato la maggior parte degli addetti ai lavori davano come grande favorita per la vittoria finale La Biellese, un gradino dietro il Verbania e in terza fila quattro outsiders candidate ad un possibile ruolo di protagonista: il PDHA, l’Accademia Borgomanero, la Ro.Ce. e l’Aygreville. Ma come spesso accade il campo smentisce i pronostici: La Biellese è stata senza dubbio la grande delusione della stagione, i lanieri partiti con maestosi proclami si sono ritrovati a chiudere il campionato al decimo posto con 37 punti.

Il Verbania dopo un inizio a rilento solo 12 punti nelle prime sette giornate e tre sconfitte subite, ha saputo ricompattarsi e recuperare il terreno sulla lanciatissima capolista PDHA, concludendo il girone d’andata al primo posto con 35 punti, due in più dei valdostani; al terzo posto l’Accademia Borgomanero a sole tre lunghezze dalla vetta.

Nel girone di ritorno, dopo un iniziale lotta a tre per la vittoria finale, la capolista ha tenuto un ritmo impressionante staccando sempre di più le due rivali e dando un ulteriore prova di forza nel big match casalingo contro l’Accademia Borgomanero, dove si è imposta per 4-0 spedendo gli agognini a meno nove dal primo posto; nelle successive tre giornate, complice un piccolo rilassamento, il Verbania ha collezionato tre pareggi che hanno permesso al PDHA di tornare a meno due dalla vetta ed alimentare un duello avvincente fino alla terzultima di campionato quando gli arancioni sono stai bloccati tra le mura amiche in un pirotecnico 4-4 da La Pianese. Nella stessa giornata gli uomini di Frino liquidavano per 3-1 al "Pedroli" il Baveno riportando a 4 punti il distacco sui valdostani a soli 180 minuti dal termine. Il resto è storia di questi giorni con il Verbania che il 25 aprile si impone per 2-0 sul campo del Vanchiglia grazie ad una doppietta di Kambo e diventa Campione con una giornata d’anticipo. Chiusura con vittoria nella passerella finale del "Pedroli" contro l’Arona, i padroni di casa si sono imposti per 3-1 nel derby del lago Maggiore.

Tra gli artefici indiscussi della promozione troviamo il mister Roberto Frino, al Verbania dal dicembre 2017: il tecnico con il suo 4-2-3-1 mutevole, in grado di trasformarsi in 4-3-3 e all’occorrenza in 4-4-2, ha saputo dare compattezza e solidità alla sua squadra, proponendo un calcio cinico e concreto. Molti meriti per questa straordinaria stagione vanno anche al presidente Elio Del Monaco ed al D.S. Pietro Fassoli, in grado di costruire una squadra competitiva già ad inizio stagione perfezionandola al meglio nel mercato di riparazione dove sono state aggiunte due pedine fondamentali per la vittoria finale, il portiere Giovanni Russo e l’esterno offensivo Davide Ramponi, giocatori di categoria superiore che si sono inseriti in una rosa solida e rodata.

Infine chi sono stati gli attori principali di questa cavalcata trionfale? Andiamo con ordine ed analizziamo reparto per reparto la rosa verbanese, partendo dalla retroguardia: inizialmente in porta il titolare era Marco Gattone, classe '98 che comunque aveva ben figurato fino a dicembre, secondo portiere Nicolò Cavadini, affidabile ricambio e vero talismano della squadra avendo vinto tre campionati nelle ultime tre stagioni (Arona, Città di Verbania, e Verbania). Nel mercato di riparazione la società verbanese ha colto l’occasione di riportare in biancocerchiato Giovanni Russo lasciando a casa Gattone: il nuovo acquisto è stato fin da subito leader in campo e fuori della squadra, ha portato esperienza e motivazione, diventando senza dubbio un valore aggiunto e contribuendo con grandi prestazioni alla vittoria finale mantenendo la sua porta inviolata per sette gare consecutive.

Questo record è frutto anche del lavoro di una super difesa, la migliore del campionato. Il reparto vedeva inizialmente titolari come centrali il gigante classe '98 Federico Gatti dotato di centimetri, grinta e cattiveria ed il capitano della squadra Andrea Adamo che nell’arco dell’annata ha dovuto saltare diverse partite a causa di un brutto infortunio; è nelle situazioni di emergenza che si vede la forza della grande squadra, mister Frino per sopperire all’assenza del suo capitano ha potuto contare sull’apporto di Giovanni Fortis, già titolare ma come terzino: il classe '97 è senza dubbio una delle sorprese più positive dei biancocerchiati, fornendo prestazioni eccellenti tutte le volte che è stato chiamato in causa crescendo di livello partita dopo partita; in più ha firmato il gol vittoria nella sfida di Alice Castello che ha permesso al Verbania di mantenere il vantaggio in classifica sul PDHA. A completare il reparto arretrato sulle corsie laterali due giovani, a sinistra il classe 2000 Gabriele Lenz e a destra Manuel Sistino: entrambi partiti dietro nelle gerarchie iniziali sono cresciuti in maniera esponenziale in tutto l’arco del campionato, fornendo un contributo importante in entrambe le fasi di gioco.

A centrocampo il Verbania ha perso ad inizio dicembre uno dei leader tecnici della squadra, Lucio Ciana, play maker e regista della manovra biancocerchiata. Per far fronte a questa assenza Frino ha “messo in soffitta” il 4-3-3 ed utilizzato con più continuità il 4-2-3-1 (modulo già utilizzato in precedenza), sopperendo in questo modo alla mancanza di Ciana grazie al carisma di Michael Corio, grintoso centrocampista che ha trovato sulle sponde del lago Maggiore una seconda giovinezza calcistica. Sempre impiegato come titolare il classe '87 ha mostrato maturità e crescita professionale, limitando gli eccessi e i cartellini collezionati rispetto alle precedenti annate. Al suo fianco in mediana i centimetri e la tecnica di Marco Musso, tuttocampista di qualità e quantità, ottimo in entrambe le fasi, rigorista della squadra con una propensione agli inserimenti: Musso ha mostrato tutta la sua duttilità tattica risultando un vero e proprio jolly, schierato da Frino anche come laterale basso ed esterno alto.

Sulla trequarti una linea a tre a sostenere l’unica punta Austoni. Esterno destro Davide Ramponi, classe '97 arrivato a dicembre ed in grado di guadagnarsi subito una maglia da titolare, calciatore dotato di grande estro e doti atletiche fuori dal comune. Laterale alto a sinistra il “golden boy” Edoardo Artiglia, classe '99 destro naturale schierato con il piede invertito per andare con più facilità al tiro, esterno funambolico imprendibile in ripartenza. Trequartista ad agire sotto la punta Dylan Kambo, francese di origini ivoriane, classe '95 che è stato senza dubbio l’uomo chiave della formazione di Frino: il trequartista possiede centimetri, muscoli, intelligenza tattica e ottime doti tecniche, ha eseguito al meglio il ruolo di collante tra i due reparti, dotato di grande accelerazione, straordinaria forza fisica e grandi tempi d’inserimento, importante il suo contributo in zona di rifinitura ed in fase di finalizzazione, con 8 reti stagionali è il secondo realizzatore della squadra.

A reggere il peso dell’attacco Gianluca Austoni, classe '94, prima punta centrale di movimento: qualità tecniche ben correlate a centimetri e fisicità, bravo a giocare spalle alla porta si sacrifica per la causa lottando su ogni pallone e permette spesso alla squadra di rifiatare e guadagnare metri svolgendo un “lavoro sporco” in protezione. Dotato di un gran mancino, sa essere spietato in area di rigore come dimostrano le 16 reti che ne hanno fatto il capocannoniere della squadra e secondo nella classifica marcatori del campionato.

Preziosi anche i ricambi, in particolare il jolly di centrocampo Edoardo Bianchi, classe '98 decisivo all’andata contro il Borgovercelli, ed il più esperto Andrea Piraccini: bravo ad adattarsi al ruolo di comprimario è stato utilizzato sia in mediana che da esterno alto che sulla trequarti; impossibile poi non citare anche il centravanti Giovanni Romano, riserva di lusso che ha risposto sempre presente quando schierato in campo. A completare la rosa i giovani Federico Pirazzi, Francesco Bertolesi, Roberto Greco, Davide Schivalocchi e Marco De Lucia.

Dal punto di vista tattico mister Frino ha proposto principalmente un 4-2-3-1 modificandolo all’occorrenza anche a partita in corso in 4-3-3 e 4-4-2. In fase di possesso la squadra predilige un tipo di costruzione lunga con rinvii indirizzati nella zona di Austoni e Kambo; quando scelgono la costruzione dal basso la prima palla passa dai due difensori centrali ma in fase di sviluppo Corio è sempre pronto a ricevere palla proponendosi sulla linea difensiva mentre Musso tende ad abbassarsi molto sul lato destro; in zona di rifinitura importante il lavoro di Austoni che tende a venire incontro tra le due linee creando spazio d’inserimento centrale per Kambo e per gli esterni che in finalizzazione vanno spesso al cross cercando di sfruttare i centimetri di Austoni e Kambo. I laterali alti tendono a convergere centralmente per andare al tiro o per dialogare con i compagni ed entrare in area di rigore dopo uno-due e triangolazioni.

In fase di non possesso la squadra è molto organizzata e dedita al sacrificio, i primi a difendere sono gli attaccanti con Austoni e Kambo pronti a portare pressione alla costruzione avversaria ed i due esterni pronti al raddoppio; più la squadra avversaria sale più il Verbania si compatta dietro la metà campo, giocando spesso in maniera attendista creando densità tra i reparti e chiudendo ogni spazio in attesa di recuperare palla e cercare la ripartenza improvvisa vista la rapidità degli interpreti offensivi.

Infine ulteriore punto di forza del Verbania è stata la tifoseria. La squadra è sempre stata sostenuta in maniera esemplare, i tifosi sia in casa che in trasferta sono stati letteralmente il dodicesimo uomo in campo ed hanno saputo spingere la squadra a compiere una grande impresa sportiva. Dopo due anni la città torna a riassaporare il grande palcoscenico della Serie D e senza stravolgere la rosa ma aggiungendo ad un formidabile gruppo i giusti innesti i biancocerchiati hanno tutte le carte in regola per rimanere a lungo nella massima serie dilettantistica. 

Ci sarà tempo di pensare al campo, ora Verbania e la sua tifoseria si godono la festa, un sogno diventato realtà: bentornato in Serie D Verbania!!!!

Mirco Vecchi

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