Fassoli chiama a raccolta la città: "Verbania merita progetto serio"

Pietro Fassoli
Pietro Fassoli

Il Verbania in Serie D è un risultato che la società biancocerchiata ha inseguito ponendosi degli obiettivi chiari fin dal suo insediamento. Il frutto di un lavoro arrivato nel tempo, che non è stato immune da errori ma che anche attraverso di questi ha permesso di costruire in estate la squadra che ha poi centrato la vittoria del campionato in questa stagione. Tra gli artefici primi di questo percorso, il direttore sportivo Pietro Fassoli è stato tra quelli che più da vicino ha accompagnato la squadra, immedesimandosi quasi fisicamente con i giocatori che scendevano in campo alla domenica: "In realtà questa impresa nasce da ancora più lontano, da gennaio della scorsa stagione, quando tutti forse se lo sono dimenticato ma il Verbania lottava per restare fuori dai playout. A quei tempi sono andato in società e ho chiesto un certo tipo di libertà nelle scelte che la dirigenza mi ha garantito e di questo non posso che ringraziarli: da lì abbiamo cominciato a scegliere i protagonisti, i giocatori, guardando prima di tutto all'aspetto umano e solo dopo all'aspetto tecnico. Siamo anche stati fortunati perché non è mai facile costruire un gruppo del genere, imbastire una squadra che possa anche vincere, e tutto questo ci porta ad essere oggi molto soddisfatti del percorso che abbiamo fatto".

Una vittoria ottenuta sul campo quella del Verbania in questa stagione ma di cui la società può riconoscersi buona parte del merito in quanto, fin dalle prime battute di un'annata che più bella non avrebbe potuto essere, sono stati pochi gli errori che possono essere ascritto alla dirigenza lacuale che in fatto di scelte ha saputo prendere le strade giuste, costruendo in estate una squadra con uomini (Kambo, Corio, il ritorno in corsa di Russo, i giovani Artiglia e Ramponi) che sarebbero poi stati il fulcro della rosa capace di vincere il campionato. "La società ha sempre avuto le idee chiare - continua Fassoli - e abbiamo fatto il possibile sotto tutti i profili, non solo a livello economico ma anche sul piano dell'immagine. Vorrei ringraziare sentitamente per questo il dottor Fortis, che ha dato tanto a questa società sotto tutti i punti di vista".

Inevitabile ora non gettare l'occhio oltre l'orizzonte, con una Serie D conquistata ma che a Verbania non può essere vissuta come di passaggio. La città ha grande fame di calcio importante e questo porta con sé, per la dirigenza biancocerchiata, anche tante pressioni e responsabilità. Che in casa verbanese però non spaventano: "Siamo consapevoli che riportare questa società in Serie D sia un grande impegno, uno dei nostri obiettivi di inizio stagione era quello di riportare la gente allo stadio e ora la piazza è tornata a nutrire grande amore per i colori della squadra della propria città. Siamo contenti di esserci riusciti ed ora ci siederemo intorno ad un tavolo per vedere cosa potremo fare nel prossimo futuro: sicuramente abbiamo bisogno di partner perché c'è l'esigenza di dare il là ad un progetto importante, che non sia a breve termine ma ragionato sul lungo raggio, perché Verbania lo merita. Abbiamo bisogno di tutti, senza falsa modestia e senza illudere nessuno, perché solamente così Verbania potrà avere una squadra competitiva anche in Serie D".

Carmine Calabrese

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