Premosello, si chiude: "Mancavano i presupposti per andare avanti"

Premosello, si chiude qui
Premosello, si chiude qui

Si è cercato in tutti i modi di trovare una via per mantenere in vita il Premosello, si è bussato a tutte le porte e richiesto ogni tipo d'aiuto. Ma è stato tutto inutile e la squadra ossolana è l'ennesima vittima di un calcio che sta perdendo proprio nelle basi il suo valore più profondo. Non è servita la salvezza ottenuta dalla compagine di Castelnuovo nel campionato di Prima categoria, una salvezza arrivata con un girone di ritorno quasi da zona playoff che ha tirato fuori i neroverdi dalle secche evitando anche i playout. Non è servito perché ai nastri di partenza della Prima categoria 2018-19 il Premosello non ci sarà.

"E' stato vano ogni tentativo - dice l'ormai ex Ds Fabio Alberti di trovare da parte dei nostri compaesani quell'ausilio che ci avrebbe permesso di portare avanti l'esperienza sportiva in paese. Non ci è stata data alternativa perché ormai eravamo rimasti pochissimi ad occuparci della squadra e praticamente nessun dirigente, a parte mio padre, era di Premosello. Questa è stata una variabile importante e, oltre a questo, anche tra i giocatori ormai non c'erano più premosellesi perché anche gli ultimi due rimasti, Trentani e Delloro, quest'anno hanno deciso di smettere. Devo dire grazie all'Amministrazione comunale che si è dimostrata sensibile e ha provato a venirci incontro ma purtroppo anche questi sforzi non erano sufficienti per poter consentire di vivere la prossima stagione con una certa serenità e serietà per cui, anche se a malincuore, abbiamo dovuto dire basta".

C'è amarezza nelle parole di Alberti anche perché, prima di alzare bandiera bianca, si è provata anche la strada della fusione che si è rivelata poi essere anch'essa impraticabile: "Una società di Terza, che non è il Megolo com'è stato scritto ma che non vuole comparire, si è avvicinata per chiederci una sorta di fusione ma nel momento in cui gli è stato spiegato tutto ciò che c'era da fare a livello gestionale per mantenere una Prima o anche per richiedere un eventuale retrocessione in Seconda c'è stato tra di loro un nuovo confronto e metà della dirigenza è ritornata sui propri passi perché hanno capito che non sarebbe riusciti a sostenere l'impegno e quindi non se n'è fatto nulla".

Carmine Calabrese

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