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Qui Omegna, Elca spinge i suoi: "Ci giocheremo tutte le nostre chance"

Alessandro Elca
Alessandro Elca

Questo playoff che domenica lo vedrà scendere in campo ad Oleggio, l'Omegna l'ha guadagnato all'ultimo minuto dell'ultima partita della stagione ma dopo una striscia che, prima del pareggio interno con gli "orange", contava ben sei vittorie consecutive per i rossoneri allenati da Gherardini che, dal momento che hanno intuito la possibilità che questi playoff si potessero disputare, non ha mollato un centimetro alla ricerca di un obiettivo diventato nuovamente tangibile. 

Il cammino non sarà però semplice per i cusiani, che giocheranno sempre in trasferta pur riuscendo a superare tutti gli ostacoli che si troverà sulla propria strada, ma in casa omegnese c'è grande fiducia anche perché sanno che il gruppo rossonero a questo punto ha ben poco da perdere, diventando per questo ancor più pericoloso. A presentare la prima sfida, quella di domenica al "Fortina e Zanolli" di Oleggio, è forse l'icona più fulgida di questa stagione sulle rive del lago d'Orta, quell'Alessandro Elca che ha scandito con i suoi 17 gol la scalata rossonera fino al quarto posto finale.

- Alessandro, difficile dire analizzando il vostro cammino che l'approdo ai playoff dell'Omegna non sia meritato per quanto mostrato durante tutto l'arco della stagione. Da domenica però inizia un altro mini-campionato, che vedrà la vostra squadra sempre in trasferta: in che condizioni fisiche e mentali ci arrivate?

"Sicuramente ci arriviamo al termine di una stagione che ci ha spremuti sotto tanti punti di vista. Se ripercorriamo la nostra annata dall'inizio alla fine si vede che abbiamo patito tanti infortuni che hanno sicuramente condizionato l'andamento della stagione: il mio, quello di Pastorelli, quello di Cabrini sono stati tutti stop di giocatori titolari all'interno del nostro gruppo per cui ci sta aver vissuto qualche risultato altalenante di troppo. Adesso ci arriviamo con la consapevolezza di aver meritato questo traguardo perché non abbiamo rubato niente, lasciando per strada qualche punto importante ma con la convinzione che in fondo non abbiamo niente da perdere; fino ad un mese fa sempre una pazzia poter disputare questi playoff, ora che ci siamo arrivati ce li giocheremo fino in fondo ma senza alcuna pressione".

- Sei tra i giocatori più "esperti" del gruppo rossonero che si presenta ai nastri di partenza dei playoff con un'età media molto bassa: pensi che questo possa essere più un vantaggio o uno svantaggio alla vigilia di una partita da dentro o fuori, in cui avrete solamente un risultato a disposizione?

"La giovane età può essere un'arma a doppio taglio nel senso che se i nostri tanti giovani entreranno in campo con la testa giusta faranno sicuramente una buona prestazione mentre se si approcceranno alla sfida con timore potrebbero essere condizionati dall'importanza della posta in palio. Io credo che abbiamo un buon gruppo di ragazzi tra i quali il più giovane, il classe 2000 Montani, è uno di quelli che può avere il futuro migliore a livello calcistico anche per la buona stagione fatta quest'anno, la testa giusta anche per fare categoria più importanti".

- A livello personale vieni da una stagione molto positiva, con i 17 gol segnati che ti rendono senza dubbio il miglior marcatore dell'Omegna: senti sulle spalle il peso delle responsabilità di portare avanti l'Omegna fino a giocarsi la finale con l'Accademia Borgomanero?

"Non credo di essere l'unico calciatore dell'Omegna che potrebbe giocare questo ruolo, alla fine scendiamo in campo in undici e giochiamo per una squadra che sia chiama Omegna, nessuno gioca singolarmente. Per quanto mi riguarda ovviamente cerco di fare il meglio possibile al servizio della squadra ed essendo il finalizzatore magari si nota di più: non vorrei però dimenticare Comparoli, che arrivando a dicembre ha segnato comunque 11 gol, oppure giocatore come Perini e Cabrini che pur essendo centrocampisti sono riusciti ad arrivare in doppia cifra; credo che l'Omegna abbia tante frecce al proprio arco per cui i gol qualificazione possono arrivare dai piedi di chiunque".

- Domenica vi troverete nuovamente di fronte l'Oleggio che, come uno scherzo del destino, è stata la gara in cui questi playoff li avete conquistati: quali sono secondo te le caratteristiche migliori della squadra novarese, quelle da tenere in maggior considerazione?

"L'Oleggio è una signora squadra perché altrimenti non sarebbe riuscita a fare il campionato che effettivamente ha fatto in questa stagione. Per me sono tanti i punti di forza che possono mettere in campo ma giocatori come Capacchione, un centrocampista con i fiocchi che segna anche moltissimo, e Salvigni, che nonostante la non più verde età è sempre un punto di riferimento, possono dar loro qualcosa in più. Infine un giocatore che conoscevo poco ma quest'anno mi ha impressionato molto è Caporale: penso che sia il giovane più forte della categoria in assoluto, merita sicuramente di giocare l'anno prossimo in categorie maggiori anche se spero che non lo farà con l'Oleggio per ovvi motivi".

- Sulla partita di domenica, che l'Omegna ha pareggiato al 90' con un gol di Iob, ci sono state in settimane tantissime polemiche: tu che l'hai vissuta sul campo, come me la racconti?

"Io ho visto due squadre che volevano entrambe vincere, chi ha visto la partita e non solamente gli highlight che sono andati in onda in televisione ha visto quasi mezz'ora in cui l'Oleggio ci ha massacrati pur avendo già la certezza di aver conquistato i playoff e quindi senza alcuna vera necessità di dover giocare per i tre punti. Noi abbiamo avuto una buona reazione, su di me c'è stato anche un rigore netto non fischiato ma abbiamo avuto diverse occasioni per trovare il gol, che poi questo sia arrivato proprio nel finale credo sia una casualità: per me è stata una gara normale, nel rispetto del campionato che abbiamo fatto, onestamente non avremmo mai fatto qualcosa di illecito perché in queste categorie non ci giochiamo certo la famiglia o chissà cos'altro. Abbiamo onorato il campionato fino all'ultimo, le polemiche lasciano il tempo che trovano".

- Se tu in questo momento dovessi dare delle percentuali sul passaggio del turno al termine della gara di domenica, che numeri daresti?

"Loro hanno due risultati su tre quindi credo che un buon 60% delle possibilità di passare il turno le abbia l'Oleggio. Noi ci giocheremo il 40% che ci resta, rappresentato dalla vittoria che è l'unico risultato a nostra disposizione. Questa è per me la percentuale con cui si inizia la partita, poi se eventualmente ci sentiremo tra primo e secondo tempo ti dirò se queste sono cambiate o meno".

Carmine Calabrese