Il "Bomber del Mese" Hado: "Baveno, ora vinci gli scontri diretti"

Hado con premio, sponsor e redazione
Hado con premio, sponsor e redazione

Con colpevole ritardo anche legato a questioni logistiche, siamo riusciti a consegnare il premio di gennaio del "Bomber del Mese La Mia Hosteria" a Klejdi Hado solamente qualche giorno fa. L'occasione è stata propizia per fare quattro chiacchiere col bomber di Durazzo che nello scorso gennaio ha messo insieme lo spaventoso punteggio di 636 punti-bomber andando a segno sei volte in quattro turni del campionato di Eccellenza. Giunti a questo punto della stagione, è stato naturale chiedere al cannoniere bavenese il punto di vista personale su diversi temi che l'attualità ci propone. Eccovi le risposte del "nuovamente Bomber":

- Klejdi, sei il terzo giocatore ad aver vinto più di un "Bomber" ed in questo speciale e ristretto club vai a far compagnia a punte come Marco Massaro e Riccardo Poi. Sei nel gotha del nostro calcio...

"Sono contento di questo traguardo, anche perché hai citato giocatori importanti come Poi e Massaro ai quali mi aggiungo. Sono felice e voglio continuare a vincerne altri, perché no, finché il fisico tiene!".

- Avete avuto un inverno non semplice con 5 sconfitte che vi hanno fatto uscire dal podio. Siete convinti di mantenere la vostra posizione che al momento vi garantisce i play-off?

"Sicuramente questa sosta ci ha fatto bene. Magari recuperiamo Leto Colombo, magari Manfroni può rientrare, Cabrini può prendere più condizione. Per la zona play-off noi siamo lì. Purtroppo per il primo posto non se ne parla, siamo troppo distanti e dobbiamo rinunciare. Ma per la zona play-off ci siamo, ci sono diverse partite e degli scontri diretti, ce la giochiamo".

- Qualche giorno fa abbiamo sentito il presidente Ranchini, magari avrai anche letto. L'abbiamo trovato un po' deluso dall'annata, sostiene che data la campagna acquisti si aspettava che il Baveno fosse lì a giocarsela per la vetta con il Trino e con lo Stresa, pronto a mettere sul tavolo le sue chance. Che cosa vi è mancato per essere lì in cima anche voi?

"Il calcio è strano, potenzialmente avremmo potuto essere noi lì quando magari lo Stresa leggendo i nomi poteva sembrare avere meno potenziale, ma loro sul campo hanno dimostrato, ci hanno messo sempre gli attributi e sono sopra. Sinceramente io sono un po' deluso come credo lo siamo tutti noi ma il calcio è questo. Quando perdi troppe gare è giusto che non sei lì, perché vuol dire che qualcosa ti manca. A livello tecnico non credo, parliamo più di un piano caratteriale. Abbiamo pochi giocatori di carattere, quelli che nel momento di difficoltà sono capaci di tirarti fuori, di darti una mano, di farti fare quel salto di qualità che troppi "bravi ragazzi" non ti fanno fare. Poi noi stiamo pagando molto la questione infortuni, abbiamo fuori tanti centrocampisti ed è dura. Certo questa delusione non è niente rispetto a quella patita l'anno scorso: alla fine siamo arrivati ad una finale di Coppa (contro la Pro Dronero, n.d.r.) che abbiamo perso ai rigori e in campionato siamo comunque in zona play-off, un obiettivo non disprezzabile".

- In marzo avrete due scontri consecutivi con squadre di centro classifica e poi due scontri che possiamo definire diretti. La stagione si può decidere in questo mese?

"Ma no, non credo. In questo campionato fai punti con chiunque e allo stesso modo li perdi quindi di decisivo non c'è niente. Certo che gli scontri diretti li devi vincere, specialmente quello con lo Stresa che per noi è un derby, la dirigenza ci tiene molto, dobbiamo vincere per forza! L'Alicese all'andata ci ha bastonato per 4-1 e hanno fatto un po'....hanno esagerato un po' tutti. Cercheremo di prenderci la nostra rivincita, è giusto così".

- 18 gol in classifica cannonieri per te, uno in più di Daynè, quattro centri davanti a Salzano e Vergadoro. Senti di poter tenere la vetta fino alla fine in questo obiettivo personale, magari meno importante di uno di squadra?

"Sento che è un obiettivo alla portata, sono lì e quindi ci provo. Per quanto riguarda Daynè, ti racconto questa cosa: quando segno, segna anche lui, se digiuno rimane a secco anche lui! Andiamo a braccetto, facciamo le stesse cose e soprattutto nelle stesse domeniche! Pazzesco".

- Guardando a questo scontro fra voi due, mi viene in mente che poteva anche essere uno scontro fra Baveno e Trino. Tu pensi che i vercellesi abbiano qualcosa in più dello Stresa o i lacuali possono giocarsela ad armi pari?

"Per me il Trino ha qualche ricambio in più. Ti faccio l'esempio di De Lorentiis che è tutto l'anno che non gioca, che ha problemi ma non stanno pagando dazio. Credo che loro siano più completi, eppoi anche il fatto che non hanno mai perso qualcosa vorrà pur dire. E' una squadra di carattere, che può vincere anche al 92'. Lì poi ci sta tutto: forza di volontà, carattere, "culo", comunque ci credono fino in fondo. Se in 25 non ne perdi mai una e alla fine l'episodio è sempre dalla tua parte è perché vuoi andare a vincere".  

- Due curiosità prima di chiudere. La prima riguarda la Coppa, che ha visto una vostra cavalcata entusiasmante che vi ha portato secondo noi meritatamente in finale. Forse in finale avete fatto anche qualcosa in più della Pro Dronero ma alla fine l'hanno spuntata loro ai rigori. Ti rimane un po' l'amaro in bocca per questo esito, anche perché avete mancato una palla buona negli ultimi minuti dei supplementari?

"L'amaro in bocca no perché ce la siamo giocata fino in fondo e perdere ai rigori ci sta. I penalty sono una lotteria e non sempre il più bravo vince. Venendo alla gara, loro erano al completo, a noi mancavano tanti uomini a centrocampo e si è fatto male Manfroni dopo dieci minuti. Non è una scusante, ma alla lunga l'abbiamo pagata. Avevamo pochissimi cambi, loro invece avevano buoni cambi e in più sono una squadra forte e quadrata. Fosse entrato quel mio tiro al 118' però sarebbe finito tutto. Alla Coppa ci tenevamo fin dall'inizio, peccato per com'è andato l'ultimo atto".

- E' una stagione particolare per te, sei entrato nella storia del Baveno segnando ultimamente il tuo 104° gol e siamo sicuri che non finisce qui. Sei un simbolo oramai per questa società...

"L'ho scoperto tramite voi e tramite il presidente Ranchini. E' stata una piacevole sorpresa, penso fra l'altro di essere anche uno di quelli che ne ha fatti di più nella Juventus Domo, più di un centinaio, ma lì non avevano statistiche aggiornate. Spero di farne tanti altri indossando questa maglia e spero che nessuno mi superi"!

- Che legame c'è con questa squadra, un legame che ti ha fatto decidere di ritornare quest'estate e che rappresenta di sicuro qualcosa di particolare...

"Baveno è un ambiente unico perché fai calcio, giochi a calcio e hai la tranquillità di essere in un club che è sempre una "grande" per questo tipo di campionati ma che allo stesso tempo ti permette di lavorare al 100% in tranquillità, senza particolari pressioni che, almeno nel mio caso e come ti avevo già detto in una precedente intervista, non mi fanno rendere al meglio. Per me è l'ambiente ideale per una categoria come l'Eccellenza".

Stefano Calabrese