Omegna, Piemontesi è categorico: "Gara condizionata dall'arbitraggio"
Volti tirati in casa Omegna dopo la batosta subita al "Liberazione" che inaugura un 2026 come peggio non si potrebbe. C'è poca voglia di parlare tra i rossoneri ma il tecnico cusiano - Mauro Piemontesi - non si tira indietro nel cercare di dare una spiegazione ad una partita difficile già alla vigilia e che è diventata un lunga agonia dopo un primo quarto d'ora in cui sono arrivare due reti a sfavore condite da un calcio di rigore molto generoso che ha fatto infuriare i padroni di casa e ha sicuramente influito nel mettere la sfida sui binari meno congeniali alla formazione lacuale.
"Sapevamo che il Dormelletto Comignago è una squadra molto attrezzata e la classifica sta lì a confermarlo ma proprio per questo non avrebbe avuto bisogno di ulteriori regali da parte del direttore di gara. Il rigore subito in avvio di partita è incomprensibile, tanto che gli stessi giocatori avversari non avevano reclamato prima che l'arbitro fischiasse un fallo che ha visto solamente lui: oltre al danno poi la beffa, perché in occasione della concessione della massima punizione sono stati anche ammoniti i nostri due centrali difensivi che hanno dovuto giocare la totalità della gara con il rischio che un secondo giallo chiudesse anzitempo la loro gara. Questo chiaramente vuol dire indirizzare la partita anche perché non è stato utilizzato nei nostri confronti lo stesso metro di giudizio: spesso utilizzare l'alibi di un arbitraggio sfavorevole diventa la scusa dei deboli ma in questo caso la gara è stata molto condizionata dagli errori di questo personaggio. Poi è naturale che il Dormelletto Comignago, essendo un fior di squadra che era già forte nel girone di andata e che è stata ulteriormente rafforzata dalla campagna invernale di trasferimenti, abbiamo saputo tirare dalla propria parte l'esito della partita: stiamo parlando di una delle pretendenti al salto di categoria e va dato loro merito per il campionato che stanno conducendo".
Focalizzandosi però sull'Omegna la prima gara del girone di ritorno ha presentato una formazione in difficoltà, che ha in campo pochi elementi di esperienza e tanti buoni prospetti che hanno però bisogno di crescere prima di essere pronti a giocare un campionato di vertice come il blasone dei rossoneri imporrebbe, soprattutto in Prima categoria. Tanti passi ancora da fare, dunque, per raggiungere il livello delle migliori: "Avremmo bisogno di poter andare sul mercato per rimpolpare un po' una rosa che numericamente è molto risicata, soprattutto se consideriamo che siamo senza Scaramozza - infortunatosi nell'ultimo match del girone d'andata - e che con il Dormelletto Comignago si è fatto male anche Scalabrini. Dobbiamo sicuramente rimboccarci le maniche perché in un campionato con tanti scontri diretti è un attimo risalire diverse posizioni ma dobbiamo fare tesoro anche delle sconfitte - anche di quelle pesanti come quest'ultima, cercando di tirare fuori il meglio da ogni situazione".