Calciomercato in tempo reale

"Fomarco, un'impresa che vale quella di Arona"

Il ds del Fomarco, Roberto Perucco
Il ds del Fomarco, Roberto Perucco
- 101343 letture

Chiusa una parentesi intensa e vincente come quella vissuta ad Arona, Roberto Perucco si è ritrovato a fare un cambio di vita radicale, accettando le avances del Fomarco che aveva bisogno di un direttore sportivo che conoscesse al meglio la categoria per tentare un rinnovamento radicale dopo essersi salvato per il rotto della cuffia nella stagione da poco conclusa. Passare dalla lotta per l'Eccellenza alla costruzione di una squadra che abbia come imperativo primo quello di salvarsi, possibilmente soffrendo il meno possibile, è stato un salto non indifferente per il neo ds che si è però gettato a capofitto nella nuova avventura con l'entusiasmo che lo contraddistingue.

- Direttore, hai fatto una scelta non semplice: quella di lasciare Arona dopo aver vissuto una stagione fantastica per ambiente e risultati per venire a Fomarco dove c'era bisogno di tirare una linea e ripartire. A che cosa è dovuta questa decisione?

"Innanzitutto lasciami dire che ad Arona ho vissuto una stagione eccezionale sotto tutti i punti di vista, sia con la juniores che con la prima squadra. Ho trovato una società che in tutti i suoi componenti, dal presidente al direttore generale Notte, mi ha dato la possibilità di operare a 360 gradi con la massima serenità; siamo andati a vincere un campionato contro ogni aspettativa per cui non posso che dire grazie all'Arona per avermi dato questa chance, spero che con questa promozione sia stato realizzato un sogno sia per i dirigenti che per i tifosi così come lo è stato per me. Avevo però voglia di riavvicinarmi a casa, di rimettermi in gioco in un campionato che conosco bene come la Promozione mentre ritengo che l'Eccellenza sia per me qualcosa di troppo grande: ho avuto qualche abboccamento ma mi è piaciuta la scommessa che mi ha lanciato il presidente del Fomarco, la volontà di aprire un ciclo nuovo, di voltare pagina costruendo una squadra molto giovane ma al tempo stesso in grado di mantenere la categoria. Dopo aver saputo della conferma di mister Pettinaroli ancor prima dello spareggio con il Ponderano, che mi ha fatto capire la coerenza di questa persona e di questa società, ho accettato questa scommessa che però non è una scommessa facile perché Fomarco è un piccolo paese e per di più abbastanza decentrato, per cui trovare i giocatori giusti non è certo facile; il budget non è altissimo ma con il mister ci siamo messi a lavorare e all'8 di luglio possiamo tranquillamente dire che 9/11 di squadra è ormai definita. Abbiamo trovato un mister per la juniores che sarà Marco Gabbani, abbiamo inserito il preparatore dei portieri che sarà Pasquale Frezza e pensiamo di aver allestito un buon team anche a livello di rosa; certo, ci manca ancora qualche piccolo tassello ma credo che la Promozione potremo affrontarla con tanta serenità e tanta consapevolezza dei nostri mezzi, che non sono certo i mezzi di altre società più blasonate, ma sicuri di poter fare bella figura contro tutti".

- Facendo un passo indietro e tornando per un attimo ad Arona, che cosa ti ha lasciato questa esperienza sia a livello umano che professionale?

"A livello umano mi ha lasciato tantissimo, ho avuto la fortuna di avere un mister da dicembre in poi che mi ha insegnato tutto quello che ancora dovevo sapere sul calcio. Ferrero è una persona eccezionale, una persona che ribadisco ancora ora non aveva nulla a che fare con il campionato di Promozione e che sono contentissimo sia andato a Verbania per fare bene. Tutta la società però mi ha lasciato qualcosa, dal presidente Fortis al direttore Notte, per cui non posso che catalogarla sotto l'elenco delle esperienze molto positive: sono rimasto in ottimi rapporti anche con tutti i ragazzi, molto spesso ci sentiamo per confrontarci e scambiarci opinione per cui è stata un'annata per me indimenticabile".

- E' vero che se fosse rimasto Ferrero la possibilità di restare ad Arona per Perucco si sarebbe fatta tangibile?

"Se fosse rimasto il mister ci avrei pensato seriamente, sono sincero. Sarei forse stato disposto ad affrontare con lui questa nuova avventura in Eccellenza soprattutto perché conosco i suoi mezzi e le sue capacità, e sono sicuro che sarebbe stata un'avventura bella da vivere senza nulla togliere ovviamente a chi lo ha sostituito. Tengo però sempre presente che per me per arrivare ad Arona c'erano 65 chilometri all'andata e altri 65 al ritorno, una distanza non indifferente".

- Fomarco quest'anno, soprattutto se paragonata all'Arona della scorsa stagione, è quel che si suol dire una scommessa: sono diversi gli obiettivi, sarà diverso anche il Fomarco che necessariamente ti troverai costretto a fare: perché la tua scelta per ripartire nell'Ossola è ricaduta proprio sul Fomarco?

"Se facciamo un passo indietro, nella scorsa stagione quando io sono stato chiamato ad Arona la società era ancora in Prima categoria. Dopo una settimana la squadra è stata ripescata in Promozione e alla mia precisa domanda alla dirigenza su che tipo di lavoro si sarebbe aspettata dal sottoscritto mi è stato chiesto il mantenimento della categoria e la valorizzazione dei giovani. Io credo proprio che gli obiettivi siano stati raggiunti, in primo luogo nella valorizzazione dei giovani perché sono stati tanti e bravi i ragazzi messisi in mostra in questa stagione mentre sul mantenimento della categoria siamo andati ben oltre perché abbiamo addirittura vinto, ma è stata anche quella una scommessa perché non si era partiti certo come i favoriti. Qui a Fomarco siamo quasi allo stesso punto, abbiamo cambiato otto giocatori su undici tra i titolari; con tanta grinta, con tanta volontà e soprattutto con tanti ragazzi nuovi spero ugualmente di riuscire a mantenere la categoria anche quest'anno a Fomarco".

- Se l'obiettivo che ci si prefigge è quello della salvezza, ugualmente importante sarà far crescere un settore giovanile storicamente florido come quello dei fomarchini, magari inserendo tanti prospetti di valore all'interno della rosa della prima squadra.

"Dovrà essere per forza uno dei nostri obiettivi. Noi, oggi come oggi, abbiamo solo due giocatori antecedenti gli Anni '90, e credo che in pianta stabile quest'anno giocheranno ben cinque fuori quota in prima squadra e questo la dice lunga su quello che io penso dei giovani. Sono contento e anche fortunato nell'aver trovato un mister come Pettinaroli, che concorda appieno con ciò che penso io e con la linea scelta dalla dirigenza del Fomarco".

- Il mercato del Fomarco fino ad ora è stato un tourbillon di nomi in entrata e in uscita che ha portato un profondo rinnovamento nei quadri della squadra: siete contenti di quello che è stato fatto fino ad ora o c'è ancora molto da fare?

"Sia io che il mister siamo molto soddisfatti del lavoro che è stato compiuto fino a questo momento. Siamo ovviamente solo all'inizio dell'opera per cui c'è ancora molto da fare ma la strada è stata tracciata e sono sicuro che potremmo allestire una compagine che possa innanzitutto divertirsi: alla base di tutto ci dev'essere un gruppo unito, uno spogliatoio forte, che sappia stare insieme e che perseguisca divertendosi l'obiettivo della salvezza che si è imposta la società. Al momento abbiamo chiuso con i due portieri, Romani dal Baveno e De Bortoli dall'Accademia Borgomanero, arriverà Centrangolo dalla juniores del Gozzano mentre dalla Sinergy Verbania abbiamo preso Hiti, Valci e Riccardo Guidetti. Fabbri è un '98 in cui crediamo molto e che abbiamo riscattato dal Novara: è stato con noi in prestito nella scorsa stagione e ha fatto molto bene per cui l'abbiamo acquistato a titolo definitivo. In avanti i nomi nuovi sono quelli di Guandalini, ex Verbania l'anno scorso a Dormelletto, e poi abbiamo raggiunto l'accordo anche con Beltrami che era a Borgomanero in prestito dallo Stresa. Siamo in attesa di una risposta da Corvino, in uscita dal Briga, e con un difensore centrale e una punta il nostro mercato in questo momento potrebbe dirsi chiuso".

- Parli spesso di gruppo, anche con i giocatori con cui ti stai trovando a parlare in questi giorni: mi pare di capire che sia fondamentale all'interno della tua visione del calcio.

"Al cento per cento, se non nasce il gruppo non può nascere null'altro ma quando questo nasce lavori con più serenità e anche con più serietà perché ti viene proprio la voglia di andare a fare allenamento che alla fine diventa un divertimento. Il gruppo è fondamentale, così come lo è la giusta umiltà, quell'avere rispetto di tutti ma paura di nessuno per andarcela a giocare sul campo perché poi la verità alla fine la dice sempre e solo il campo".

- In chiusura una domanda a te che sei un profondo conoscitore di questa categoria: che tipo di campionato è la Promozione?

"Sicuramente quest'anno l'asticella si è alzata, c'è un'entità nuova che si chiama Inter Farmaci Verbania di cui tutti conosciamo le potenzialità economiche della società, c'è un'Accademia Borgomanero che quest'anno si è rafforzata veramente in modo notevole, ci sono Piedimulera ed Omegna che non stanno certo a guardare gli altri e stanno costruendo delle signore squadre, per cui mi aspetto un campionato molto più impegnativo rispetto a quello della scorsa stagione. Sarà difficile con tutti perché al momento non vedo alcuna squadra materasso sulla carta per cui sarà un'impresa bella, eccitante e soprattutto da vincere".

Carmine Calabrese