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Il mister del Fomarco disegna la stagione dei biancoverdi

Rober Pettinaroli
Rober Pettinaroli
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Dopo aver traghettato alla salvezza il Fomarco in una delle stagioni più difficile del suo recente passato la conferma sulla panchina ossolana per Rober Pettinaroli era quasi una formalità. E così, nella prossima stagione, il tecnico ex Omegna potrà partire dall'inizio impostando una squadra secondo le sue caratteristiche per puntare magari a qualcosa di più di una semplice e risicata salvezza; il tecnico è tranquillo nei giorni intrisi di mercato che stanno portando alla costruzione del nuovo Fomarco Don Bosco Pievese, una squadra profondamente rinnovata nelle fondamenta e che si affaccia alla stagione (che per il Fomarco comincerà giovedì 10 agosto) con curiosità ma anche con tutta la consapevolezza del suo tecnico.

- Rober, è impossibile non partire dalla scorsa stagione, che ha regalato un finale thrilling ma positivo ad una squadra che in alcuni frangenti sembrava stesse inesorabilmente colando a picco, colpita nel profondo da una serie quasi incredibile di assenze che l'hanno spesso portata a giocare praticamente senza la squadra titolare.

"Io sono arrivato il 6 di dicembre e alla prima partita, che ho visto della tribuna in quanto non mi era ancora possibile sedere in panchina, avevo al mio fianco dodici giocatori che quindi non potevano essere schierati. Questa è la fotografia della prima parte della mia stagione a Fomarco, quando molto spesso siamo stati costretti a schierare una squadra di Allievi/Juniores per poter permettere al Fomarco di giocare le partite. Da quel punto qualche giocatore è stato recuperato ma mediamente ho sempre dovuto fare a meno di sette-otto giocatori titolari: non ti nego che ci sono stati dei momenti, soprattutto quando abbiamo giocato alcuni scontri diretti con squadre direttamente interessate alla salvezza come noi, in cui dopo aver perso abbiamo pensato che non ce l'avremmo fatta a salvarci quest'anno. Invece poi nelle ultime partite abbiamo recuperato quasi tutti i giocatori tranne chi ormai aveva finito la sua stagione, abbiamo fatto bene e direi che la salvezza è stata forse inaspettata ma più che meritata".

- Inaspettata è forse il termine giusto perché c'è stato in qualche momento quasi il sentore che il Fomarco non avesse la forza per rialzarsi, che sarebbe servita una vera impresa: secondo te chi è stato il motore trainante per arrivare a raggiungere questo risultato?

"Assolutamente i giocatori. Quando abbiamo recuperato degli elementi importanti, di categoria, diciamo la vecchia guardia, abbiamo potuto integrare e inserire i tanti buoni giovani che questa società ha con una guida che sapesse navigare a vista alla ricerca della salvezza. Io credo che in qualsiasi squadra, dalla Serie A alla Terza categoria, quando ti mancano quasi tutti i tuoi giocatori titolari è abbastanza difficile ottenere qualsiasi tipo di risultato".

- A volte viene anche poco considerato il carattere che una compagine come il Fomarco ha dimostrato non solo in questa stagione ma anche nelle annate passate. Quanto ha contato questo nella vertiginosa risalita che nelle ultime giornate via ha portato prima a guadagnare e poi a vincere i play-out?

"Il carattere è sempre fondamentale nel calcio ma in questo frangente lo è stato ancora di più. Ad un certo punto negli spogliatoi ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti che nessuno avrebbe mollato fino all'ultimo e così è stato; siamo sempre stati uniti, siamo sempre stati gruppo e questa grinta congiunta con la grande voglia che avevamo ha fatto la differenza. Per assurdo però abbiamo ottenuto più punti fuori casa che in casa ma nelle ultime gare, quando veramente chi doveva salvarsi aveva l'acqua alla gola, è venuto fuori il Fomarco e questo non può essere casualità".

- Cosa passa nella mente di un allenatore che viene chiamato a mettere una pezza in una situazione difficile a metà stagione e che si trova a dover gestire una situazione come quella che tu hai trovato a Fomarco, in cui per lungo tempo non hai potuto né scegliere né allenare perché i giocatori che puoi mandare in campo sono i pochi che hai a disposizione?

"Non ho esitato un attimo ad accettare questa nuova sfida con il Fomarco perché conoscevo gran parte dei giocatori della rosa e sapevo che erano tutti giocatori che in questa categoria ci potevano stare di gran lunga, e questo l'ho comunicato subito ai ragazzi nel primo discorso fatto alla nuova squadra. Non pensavo certamente però che un numero così grande di giocatori sarebbe stato fuori per così tanto tempo: giocatori come Nino e Appetito, solo per fare un esempio, non li ho mai avuti per i loro gravi infortuni ai legamenti; non è stato certamente facile, anche ripensandoci adesso, ma ti posso assicurare che è stata una gioia più grande rispetto a quella che avremmo provato vincendo il campionato".

- Con la nuova stagione si cambia pagina, ripartendo dall'inizio senza subentrare in una situazione in cui la squadra è stata costruita da altri e molto spesso non rispecchia l'idea di gioco dell'allenatore che si trova ad entrare in corsa: quali sono le prospettive che ti poni per questa stagione?

"Io e il direttore sportivo Perucco abbiamo lavorato veramente sodo per comporre la rosa di questa squadra, che sarà totalmente rinnovata perché i giocatori nuovi che scenderanno in campo saranno otto su undici. Le aspettative in questo momento non possono essere altro che una salvezza più che tranquilla, costruire un gruppo con tanta voglia e con tanta gamba che raggiunga al più presto l'obiettivo che ci siamo prefissati. Sono sicuro che con la rosa che stiamo mettendo in piedi non avremo grossi problemi a centrare la permanenza in categoria".

- Ti troverai comunque a gestire un passaggio generazionale perché il Fomarco come l'abbiamo conosciuto da qualche stagione a questa parte praticamente non c'è più, bisognerà ricostruire sia uno spogliatoio che un gioco perché le soluzioni dovranno giocoforza essere diverse da quelle trovate fino ad ora per dare alla squadra la forza di esprimersi in modo diverso.

"Ovviamente ne siamo consapevoli. Purtroppo la società ha dovuto operare dei profondi cambiamenti, lasciando andare tutta la vecchia guardia per rinnovare i propri ranghi ed inserire i tanti giovani che il settore giovanile del Fomarco sta esprimendo. Sarà fondamentale creare al più presto un gruppo granitico come quello che c'era, dopodichè con un pizzico di fortuna unito alla qualità che pensiamo di aver inserito nella rosa della prossima stagione speriamo di ottenere quello che andiamo cercando".

Carmine Calabrese