Bolzoni, a Feriolo le basi per un progetto lungimirante

Il tecnico bavenese Fabio Bolzoni
Il tecnico bavenese Fabio Bolzoni
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Andando ad analizzare il girone A di Prima categoria, diventa facile notare come il Feriolo sia stato, in questa stagione, la sorpresa più fulgida di un campionato in cui da neopromossa è riuscita ad ergersi fino ai margini della zona playoff, sopravanzando anche quel Caltignaga che a braccetto con i bavenesi aveva compiuto nella scorsa estate il salto dalla Seconda alla Prima categoria e che per gran parte della stagione aveva saldamente tenuto in mano la palma di rivelazione del campionato. Il tutto, oltre che di una società lungimirante e di un gruppo di giocatori che ha sempre creduto nella strada tracciata, è stato merito di un allenatore come Fabio Bolzoni che ha il pregio di 

- Fabio, al primo anno con una neopromossa avete ottenuto un sesto posto finale di tutto rispetto: c'è soddisfazione per quanto raggiunto quest'anno dal Feriolo o si poteva fare qualcosa di più?

"Diciamo che alla fine del campionato essere arrivati al sesto posto è un qualcosa che ci può stare. Probabilmente abbiamo fatto meno delle nostre potenzialità nella prima parte della stagione nel girone d'andata e sicuramente di più di quanto potevamo aspettarci nel ritorno. Credo che, tutto sommato, ci possa stare un sesto posto per il valore complessivo della squadra che vale un posizionamento a metà classifica".

- Le difficoltà che avete incontrato nella prima parte della stagione sono quelle tipiche di una squadra che si affaccia in una nuova categoria e quindi deve anche capire come muoversi o c'è stato anche qualcosa di diverso?

"Quello che dici tu è sicuramente vero ma io non voglio dimenticare anche qualche infortunio grave, come ad esempio quello di Oioli, che ci ha privato per due terzi dell'andata di una pedina importante. E' vero che i compagni che l'hanno sostituito sono stati bravissimi però la sua forza è stata testimoniata da un girone di ritorno veramente straordinario da parte sua e senza la frattura al malleolo probabilmente avremmo avuto la possibilità di fare anche meglio. Per il resto, è normale che avevo bisogno di conoscere i ragazzi e loro di conoscere me, qualche giocatore ha impiegato forse un po' più di tempo degli altri ad ingranare ma tutto sommato per una neopromossa un momento di difficoltà iniziale può anche essere messo in preventivo".

- Tu vieni da stagioni vissute in piazze molto importanti ed ambiziose: le ultime tappe parlano di Stresa e Arona ma non si può non ricordare anche tutte quelle in cui sei passato prima. Che ambiente hai trovato a Feriolo, nella tua seconda esperienza in Prima categoria dopo quella dello scorso anno ad Arona?

"Qui a Feriolo c'è gente molto appassionata, seppure non ci sia mai un grandissimo numero di persone che viene a vedere le partite. La società è sicuramente piccola ma molto bene organizzata e, quel che più importante e positivo, cerca sempre di migliorarsi. A livello organizzativo è chiaro che qualche difficoltà può anche esserci stata soprattutto all'inizio ma sia da parte mia che da parte della società c'è l'intendimento di migliorare, nel corso del prossimo anno, alcune delle situazioni che in questa stagione non sono state perfette".

- Quando hai scelto Feriolo hai trovato un gruppo di giocatori già quasi completamente formato, in cui hai avuto poca possibilità di mettere mano. Quali credi che siano i margini di crescita che ha la rosa del Feriolo e quali i punti di forza di questa squadra?

"Quando sono arrivato, in accordo con la società, si è pensato di confermare tutta la rosa dell'anno precedente e credo che sia stata la scelta giusta; il Feriolo Calcio non può disporre di un budget infinito per fare mercato ed era anche corretto premiare quei giocatori che nella stagione precedente hanno consentito alla squadra di risalire in Prima categoria. Questa squadra ha dimostrato di avere dei valori importanti, sia dentro che fuori dal campo, e secondo me ha anche dei margini di miglioramento tangibili: se la rosa nella sua completezza si calerà nella mentalità che forse in alcuni momenti quest'anno è mancata, lavorando molto in settimana perché questo è fondamentale, credo che tutti i giocatori possano crescere. Non abbiamo giocatori anziani, il più in là con gli anni è Stefanazzi che ne ha trenta, quindi tutti hanno ampi margini per cercare di migliorare ancora".

- Il nome forse più fulgido di questo Feriolo credo sia quello di Alex Audi, un attaccante che senza tirare rigori e punizioni è stato capace di mettere insieme 19 reti per mettersi subito dietro le punte che si sono giocate la classifica cannonieri in questa stagione: è lui l'uomo su cui puntare anche l'anno prossimo per provare a fare il salto di qualità?

"Con me sfondi una porta aperta in questo senso, è da tempo che dico ad Alex che dovrebbe imparare a tirare i calci di rigore perché questo gli permetterebbe nel tempo di trovare ingaggi veramente importanti anche in categorie superiori. Lui ha realizzato 19 reti senza tirare né punizioni e né rigori e tra l'altro li calcia benissimo: per noi è stato un giocatore fondamentale e prima, quando parlavamo di giocatori che non hanno ingranato benissimo, uno di questi era sicuramente Audi che all'inizio ha trascorso parecchie domeniche senza fare gol. In avvio di campionato questa cosa lo limitava molto e lo faceva anche soffrire ma c'è da dire che compagni, società e anche il sottoscritto l'abbiamo sempre incoraggiato a non mollare conoscendo le qualità che questo giocatore aveva, che per questa categoria sono immense. Lui è uno dei giocatori a cui il Feriolo non può assolutamente rinunciare: capisco e comprendo che sia ambito da altre società e questo è anche motivo d'orgoglio da parte del Feriolo Calcio, ma Alex è un nostro giocatore e vogliamo a tutti i costi tenerlo, stiamo lavorando in questa prospettiva".

- Scorrendo il fil della stagione si nota che con le prime quattro squadre del campionato avete praticamente ottenuto solamente due pareggi (Inter Farmaci Verbania e Vogogna) in otto gare: è questo lo scalino per provare a fare qualcosa di più e su quali aspetti si può lavorare per cercare di alzare l'asticella?

"Hai toccato un tasto dolente parlando di queste sconfitte perché sono tutte figlie di situazioni diverse; per esempio la sconfitta all'andata con il Trecate è frutto di una partita splendida, dove il risultato di 3-1 è fuorviante perché abbiamo subito la terza rete in pieno recupero mentre la seconda, anche se io non mi lamento mai dell'arbitro, è arrivata per una svista clamorosa del direttore di gara e pur se abbiamo accettato il verdetto del campo la prestazione della squadra era stata all'altezza. Lo stesso non si può dire della gara d'andata con la Sparta, quando siamo andati a Novara a prendere quattro sberloni ma avremmo potuti prenderne anche di più perché non siamo mai entrati in partita e la sconfitta è stata giustissima. Le ultime due partite della stagione, ancora contro Trecate e Sparta Novara, sono state due partite bellissime in cui sono arrivate due sconfitte che avrebbero potute anche essere due vittorie: chi ha visto le due gare si è sicuramente divertito e io, nonostante le sconfitte, ho ringraziato i miei ragazzi perché come spettatore mi sarei veramente compiaciuto tanto, con ritmi altissimi e giocate pregevoli da parte di tutte le squadre in campo. Tutto questo però mi serve per dire che quando ci sono questo tipo di gare, gli episodi vanno sempre dalla parte della squadra più forte; tu puoi fare la partita della vita mettendoci il 110% ma l'episodio a volte, e lo dico purtroppo, ti condanna. Qui dobbiamo crescere, credendo di avere delle buone qualità perché se ti accontenti di fare la bella partita e perdere non va bene: si può essere soddisfatti in prospettiva perché hai visto che in campo è andata una squadra, e questo è sempre positivo, però la mentalità non deve essere quella di accontentarsi".

- Mi pare di capire, visto che sei voluto restare a Feriolo anche per la prossima stagione, che state impostando un discorso di crescita che vi porti il prossimo anno a fare ancora meglio: quali sono le prospettive e su che tipo di figure di giocatori intendete lavorare?

"Noi dobbiamo ancora parlare con i nostri giocatori e il primo passo è capire chi è disposto a rimanere perché Feriolo non deve essere una prigione per nessuno, per cui è giusto sentire prima di tutto cosa vogliono fare i calciatori. Non ci sono in questo momento nomi privilegiati, anche se uno lo abbiamo fatto prima ed è nostra intenzione cercare di ripartire da un giocatore come Audi; lui però come tanti altri perché qui a Feriolo ci sono giocatori importanti che magari non si sono fatti notare altrove ma che qua hanno sempre fatto degli ottimi campionati. La nostra intenzione è ripartire da un gruppo in un processo di crescita che coinvolge me, i ragazzi e la società sotto tanti profili in un discorso globale che parte dalla manutenzione del campo a tanti altri aspetti. I dirigenti sono coinvolti appieno in questo lavoro, mi stanno accontentando sotto molti aspetti e questo non può essere altro che un viatico importante".

- A chiusura della stagione appena conclusa una domanda è d'obbligo sul livello generale del girone A di Prima categoria che ti sei trovato ad affrontare: come l'hai trovato, quali sono le tue considerazioni al riguardo?

"Ritengo che nell'arco di una stagione intera, in otto mesi di lavoro, la squadra che vince è sicuramente la squadra che più ha meritato a meno che il tutto non venga deciso nell'ambito di uno spareggio. Quest'anno l'Inter Farmaci Verbania era sicuramente la squadra migliore di tutto il lotto, e secondo me ha conquistato il campionato come pieno merito. Subito dietro di loro ci sono state società che hanno fatto molto bene, sicuramente il Trecate ma anche la Sparta Novara, che a me è piaciuta tantissimo; poi il Vogogna che è ormai una realtà da parecchi anni e che continuerà a fare bene anche in futuro. Ecco, noi abbiamo un po' il Vogogna nel mirino e non solo per via dei risultati: la vediamo come una società organizzata, che cura il campo e il proprio settore giovanile, un riferimento al quale puntare e da imitare, con pazienza e determinazione programmando nel tempo e non in tre mesi di lavoro. Il Feriolo si colloca in quest'ottica e anche nella prossima stagione lavoreremo con questa visione: la speranza è di potere rifare quanto meno quanto è stato fatto quest'anno perché come spesso dice il nostro direttore sportivo Willy Tamborini non avrebbe senso lavorare per fare peggio di quanto fatto fin qui, sempre con la consapevolezza di vedere ad inizio stagione che gruppo di squadre ci troveremo a fronteggiare".

- Non si può, dopo questa lunga chiacchierata, non accennare almeno ad alcune dichiarazioni uscite sulle nostre pagine che dipingevano la figura di Bolzoni come quella di un allenatore con poca fame di vittoria e che so ti hanno dato molto fastidio. Vuoi in qualche modo replicare?

"Intanto credo che una precisazione di ordine formale sia da fare obbligatoriamente e sia anche importante: io dall'Arona Calcio ho dato le dimissioni e non ho aspettato di sapere se sarei stato confermato oppure no, come invece è stato detto. Il martedì successivo all'ultima partita che abbiamo fatto, una bellissima gara al "Pedroli" di Verbania, io avevo già comunicato alla società che non avrei proseguito anche se, a questo punto e alla luce delle parole che ho letto, credo che non fosse intenzione neanche della società continuare con il sottoscritto; per la verità questa decisione l'avevo già presa anche durante la stagione e sono stato convinto a rimanere solamente da alcuni ragazzi, da alcuni dei vecchi del gruppo al quale io avevo già manifestato l'intenzione di dare le dimissioni. Sul fatto che io possa essere un allenatore con poco carattere, credo che chi mi conosce bene sa benissimo quanto non sia vera questa affermazione, anche perché il carattere e la fame di un allenatore dipende anche dalle scelte che fa e a volte non è facile scegliere di lasciare in panchina alcuni giocatori che magari dovrebbero a tutti i costi giocare; in alcuni momenti queste scelte sono andate bene mentre in altri no, ma quando il valore di una sconfitta o di una vittoria dipende per una dirigenza anche dai giocatori che vengono schierati in campo, allora io non sono più d'accordo con queste cose e il mio carattere, la mia determinazione e la mia volontà mi è sembrato giusto manifestarle immediatamente subito dopo la fine del campionato".

Carmine Calabrese