Ad Agrano si cambia. Lissoni: "I problemi erano altri"

Alberto Lissoni chiude ad Agrano
Alberto Lissoni chiude ad Agrano
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Cambia profondamente volto l'Agrano che, alla vigilia dell'apertura della finestra di mercato dicembrina, ha deciso di intervenire con l'accetta sulla propria rosa, dando il foglio di via ad alcuni dei "vecchi" del gruppo della squadra cusiana, nel tentativo di cambiare l'inerzia di una stagione partita con grandi aspettative ma che al momento sta regalando poco alla compagine granata di Gianluca Lopardo. Quattro al momento gli epurati, nomi importanti della rosa dell'Agrano: Alberto LissoniGian Maria CordiniChristian Erbetta ai quali si è aggiunto in un secondo momento Matteo Micheletti, autoesclusosi dalla rosa nel momento in cui è venuto a sapere dei tagli operati dalla società.

E' proprio Lissoni, fino a domenica scorsa capitano dell'Agrano, a dare una sua personale lettura di quanto successo nelle ultime ore: "La società ha probabilmente pensato che c'era bisogno di dare una scossa, visto l'avvio di stagione non scintillante, e non volendo cambiare l'allenatore ha optato per l'esclusione dei "vecchi" dello spogliatoio. Ovviamente a noi è stata venduta in altro modo, ossia con motivazioni economiche ma questa è una spiegazione non molto plausibile per un'azione del genere: fino a domenica non c'è mai stato sentore di quello che poteva succedere; il giorno dopo a me, Cordini ed Erbetta è arrivata la telefonata che non rientravamo più nei piani della società".

Si è parlato, fuori dall'ambiente granata, di una parziale spaccatura all'interno dello spogliatoio cusiano tra i giocatori "storici" dell'Agrano e i nuovi arrivati in estate ma Lissoni smentisce questa opzione: "Non c'erano problemi all'interno dello squadra, si andava tutti molto più che d'accordo per cui queste voci mi lasciano molto perplesso. Anzi, mi spiace molto che sia stata fatta questa scelta perché c'era un bel gruppo, ai ragazzi che sono rimasti ad Agrano auguro ovviamente di salvarsi".

Non c'è amarezza nelle parole di Lissoni che però qualche sassolino dalle scarpe se lo vuole togliere: "Dopo tanti anni mi sarei aspettato un trattamento diverso. Io ovviamente mi sono fatto un esame di coscienza da quando ho appreso la notizia e penso di essermi sempre comportato bene, dando tanto all'Agrano; nell'arco degli anni mi è capitato di ricevere telefonate da altre società ma ho sempre declinato l'offerta perché mi trovavo bene ad Agrano e non avevo motivo di cambiare. C'è delusione, questo sì, e anche qualche rimpianto perché la stagione era nata sotto altri auspici, pensavamo tutti di fare un altro tipo di campionato e le aspettative erano alte; la società ha valutato che il problema eravamo noi e ha fatto questa scelta ma io la penso diversamente. Forse abbiamo alzato troppo presto l'asticella, io credo che l'ambiente non fosse ancora pronto per questo passo, a cominciare dalla società ma coinvolgendo anche il gruppo che si doveva ancora creare e ovviamente l'allenatore: tutto questo ha fatto sì che si entrasse in campo con l'idea che eravamo bravi e che i risultati sarebbero venuti per grazia ricevuta, senza lottare. In queste categorie però se non lotti fai fatica ad ottenere i risultati, ci vuole voglia e carattere per far uscire le proprie qualità: probabilmente tutte le componenti in casa, ripeto gruppo, allenatore e società, ci hanno capito poco di questa annata, nascondersi dietro gli alibi è stupido. Semplicemente non eravamo pronti per questo passo".

Lissoni, suo malgrado, diventa in questo modo un pezzo pregiato del prossimo mercato di dicembre. Il giocatore non ha però ancora le idee chiare su quello che potrebbe essere il suo futuro prossimo: "Non ho ancora avuto alcun contatto perché essendo un accadimento ancora fresco non c'è neanche stato il modo; parlando con gli altri miei compagni abbiamo deciso di prenderci una settimana per assorbire la botta e riflettere sul da farsi. In questo momento abbiamo bisogno di farci tornare la voglia, perché la strada più semplice per me sarebbe smettere; ci piacerebbe però trovare un posto dove continuare tutti insieme perché tra noi si è creato un ottimo rapporto, magari dove ci sia un progetto serio che possa iniettarci nuove motivazioni. Nel caso non si riuscisse a fare, ognuno dovrà trovare la sua strada: io so che con i miei problemi lavorativi non posso ambire a delle piazze importanti ma mi dispiacerebbe lasciare il calcio giocato in questo modo, vorrei decidere io quando farlo; per cui cercherò qualcosa che possa sposarsi anche con le mie necessità. Un sogno ovviamente ce l'ho, mi piacerebbe chiudere dove ho iniziato la carriera (a Borgomanero, n.d.r.) ma loro hanno un progetto ben avviato e non so se io potrei starci. Sicuramente mi accontenterei anche di un ruolo marginale perché l'idea di chiudere la mia lunga carriera tornando della società del mio paese c'è sempre stata, vedremo".

Carmine Calabrese