A Casale tutti scontenti, la gara si poteva giocare

Andrea Sorrenti
Andrea Sorrenti

Il rinvio della gara tra Casale Corte Cerro e Oleggio Castello deciso dal Sig. Morra di Novara ha lasciato molto amaro in bocca nelle due società che avrebbero voluto disputare una partita che, a detta di tutti i protagonisti coinvolti, si sarebbe potuta giocare garantendo l'incolumità dei protagonisti in campo. Per tutti meno che per il più importante, il direttore di gara, che era l'unico contrario a scendere in campo e ha fatto valere la sua autorità in tal senso, rinviando la partita contro il desiderio di entrambe le società.

"Per quanto ci riguarda - conferma l'allenatore dell'Oleggio Castello - il campo era perfettamente praticabile. Ci sono anche dei documenti video sui social che lo confermano, alcuni ragazzi hanno fatto interamente il giro del campo riprendendo il terreno di gioco e si capisce che la partita si sarebbe potuta giocare; ovviamente c'erano delle pozze d'acqua com'era normale visto la notevole quantità di pioggia caduta nelle ore precedenti la partita ma il 90% del campo era in condizioni più che accettabili. Non capisco come mai il direttore di gara non abbia accettato il punto di vista delle due società, rimanendo sulla sua posizione di non scendere neanche in campo: sia noi che il Casale eravamo già in campo per fare il riscaldamento quando l'arbitro ha chiamato i capitani e dopo aver fatto rimbalzare il pallone, che rimbalzava, ha comunicato che non avremmo giocato senza neanche aspettare le 14.30". Un disagio non indifferente per le due società che ora dovranno programmare in infrasettimanale, con tutti i problemi del caso, una partita che avrebbe potuto seguire ampiamente il suo corso: "Avevamo già capito che non avremmo giocato - continua Sorrenti - quando abbiamo visto l'arbitro che, mentre noi ci riscaldavamo, non si era ancora neanche cambiato. Ci siamo lamentati per questa decisione perché sia al Casale che a noi porta tantissimi problemi: i nostri avversari dovranno cercare un campo per giocare in notturna, visto che l'impianto di Casale Corte Cerro non è dotato di impianto di illuminazione mentre noi dovremmo rifare la strada prendendo anche dei permessi di lavoro per essere presenti alla gara e comunque dovremo giocare con almeno quattro o cinque titolari assenti a causa dei vari impegni lavorativi e questo credo non sia corretto. Penso di poter dire che non ci sia stato rispetto per le società, che già fanno tanti sacrifici per partecipare ai campionati, e che si vedono in questo modo penalizzati anche economicamente".

Anche sulla sponda cusiana c'è grande fastidio per una decisione presa unilateralmente dal direttore di gara che non ha lasciato spazio al dialogo. E' uno dei dirigenti casalesi, Emanuele Erandelli, a farsi portavoce del pensiero della società: "Abbiamo fatto di tutto per giocare perché non avendo un impianto sportivo adatto a giocare in notturna adesso dovremo impegnare altri fondi per trovare un campo dove recuperare la partita. In questi casi la parola dell'arbitro è legge e purtroppo contro il suo volere non si può fare niente: l'ho accompagnato io a fare il sopralluogo sul campo domenica e la motivazione che mi è stata data è che il campo pesante avrebbe falsato il corretto svolgimento della gara non essendo adatto a giocare una partita, con il rischio che continuando a piovere le condizioni sarebbero ulteriormente peggiorate. Sia la dirigenza che i ragazzi che dovevano scendere in campo hanno cercato di far sentire la propria voce per far cambiare idea al direttore di gara ma non c'è stato verso; giocheremo questo recupero non potendo fare altro".

Un recupero che, è già stato stabilito, verrà giocato mercoledì 15 novembre sul campo di Ornavasso.

Carmine Calabrese