Calciomercato in tempo reale

Pingitore sceglie il San Pietro: "Stimolato dal progetto"

Jacopo Pingitore
Jacopo Pingitore
- 46957 letture

Consapevoli di avere ormai entrambi i piedi nella prossima Prima categoria grazie al ripescaggio, a Gravellona si lavora per consegnare a Marco Moz una squadra che possa ben figurare anche nel nuovo raggruppamento, senza allontanarsi da quei dettami che da sempre costituiscono la base su cui è stata costruita tutta l'attività che ruota attorno al mondo San Pietro. I primi arrivi in casa tocense parlano di giocatori di esperienza come Riccardo Cavagliotti dalla Vallestrona e Jacopo Pingitore dall'Ornavassese, in grado di puntellare la squadra che tanto bene ha fatto nella seconda parte della scorsa stagione.

Abbiamo scambiato due chiacchiere con l'ex Ornavassese per comprendere qual è stata la spinta che ha portato un giocatore di esperienza a scegliere di accasarsi in una neo promossa che ha però tanta voglia di ben comportarsi.

- Jacopo, cosa ti ha spinto a lasciare l'Ornavassese, che era ormai per te una seconda casa, per abbracciare il progetto del San Pietro Gravellona in vista della prossima stagione?

"Principalmente avevo voglia di provare una nuova esperienza, dopo sei anni pieni vissuti ad Ornavasso. Il progetto che mi ha presentato il San Pietro mi ha stimolato positivamente per diverse ragioni, prima tra tutte la presenza di mister Moz che dal primo colloquio mi è parso da subito molto preparato e soprattutto una persona vera, cosa che mi è stata confermata anche dai miei nuovi compagni di squadra. Ho colto subito che il San Pietro sta cercando di costruire una buona squadra, che possa dire la sua anche in Prima categoria, formata da una giusta amalgama di ottimi giovani a cui viene unito qualche elemento con più esperienza. Infine la società mi è sembrata molto seria perché, partita da zero, nutre giustamente ambizioni e ha voglia di fare bene come mi ha spiegato anche il direttore sportivo Michele Fioramonti, che ho il piacere di conoscere da quando giocavo ad Omegna dieci anni fa".

- Cosa lasci ad Ornavasso dopo tante stagioni vissute con la casacca nera, anche se con risultati più o meno alterni?

"Ad Ornavasso lascio sei anni di ricordi bellissimi, fatti di un campionato vinto in Seconda al mio primo anno con loro e cinque stagioni di buone risultati in Prima, ad esclusione della stagione terminata positivamente ai playout vincendo lo spareggio con il River Sesia. Lascio dei compagni davvero fantastici, alcuni che per me sono diventati come dei fratelli e che avrò la fortuna di continuare a frequentare fuori dal campo. Ci tengo a ringraziare in particolar modo il direttore sportivo Roberto Ratti, che mi ha portato ad Ornavasso sei anni fa, e tutti gli altri dirigenti oltre ai tre allenatori, Fabio Ochetti, Graziano Pratini e Adolfo Fusé, che mi hanno sopportato in queste lunghe stagioni".

- Cosa ti aspetti a livello personale dalla prossima stagione?

"Voglio a tutti i costi ripagare la fiducia che ha riposto in me il San Pietro, cercando di dare una mano concreta per raggiungere al più presto l'obiettivo fissato dalla società. E poi, assieme agli altri "vecchietti", voglio mettermi a disposizione per cercare di far crescere quanto più possibile i tanti giovani di prospettiva che ci sono in squadra. Mi auguro di integrarmi al meglio e al più presto nel gruppo che, vedendo la scorsa stagione e conoscendo parecchi degli elementi che lo compongono, dà l'idea di essere molto affiatato. Sono carico, carico e positivo per affrontare questa nuova esperienza".

Carmine Calabrese